Trump ha già scelto il colpevole della sua prossima sconfitta: la Cina. In un discorso alla nazione, il presidente americano ha accusato Pechino di avere acquisito illegalmente i dati di 220 milioni di elettori e di aver interferito contro di lui nelle elezioni del 2020; peccato che quei dati fossero, in larga parte, pubblicamente accessibili e che gli stessi documenti declassificati dalla Casa Bianca non dimostrino alcuna manipolazione del voto. Ma le prove non sono il punto; come osserva Arnaud Bertrand, Trump sta usando ancora una volta la minaccia cinese per intervenire sulle prossime elezioni: imporre nuove restrizioni al voto, rilanciare il SAVE America Act e preparare in anticipo l’alibi per un’eventuale sconfitta alle elezioni di novembre. Uno dei commenti al suo post riassume perfettamente il teatrino: per Trump, sono i cinesi a truccare le elezioni; per i democratici erano i russi. Intanto, a decidere davvero la politica americana continuano a essere corporation e miliardari, ma questa propaganda può produrre conseguenze ancora più pericolose: quando la Cina viene trasformata nel nemico assoluto, ogni cittadino americano di origine cinese rischia di diventare un potenziale infiltrato, traditore o sabotatore. Dalla paura del nemico esterno alla caccia al nemico interno il passo può essere molto breve: Trump sta preparando il terreno per i pogrom anticinesi in caso di sconfitta?











Buongiorno sig. Marrucci, premesso che apprezzo molto il vostro lavoro ed Ottolina TV e’ la mia fonte principale di informazioni, le chiedo per quale motivo lei fuma durante le trasmissioni in ambiente chiuso ed in presenza di altre persone che magari potrebbero non essere fumatrici o consenzienti.
La saluto e ringrazio.
Villani Stefano