Christine Lagarde vola d’urgenza a Washington per incontrare il nuovo presidente della Federal Reserve e il segretario al Tesoro americano; un viaggio improvviso e fuori programma, mentre la crisi nello Stretto di Hormuz minaccia di far esplodere il prezzo dell’energia e riaccendere l’inflazione: ma cosa teme davvero la presidente della BCE? Con Alessandro Volpi ricostruiamo la catena che collega la guerra in Medio Oriente alla possibile tempesta finanziaria: petrolio più caro, tassi d’interesse più alti, debito americano sempre più oneroso, banche in difficoltà e capitali pronti ad abbandonare una Borsa gonfiata dalla bolla dell’intelligenza artificiale. Ma il problema non è soltanto economico: la forza del dollaro dipende anche dalla capacità degli Stati Uniti di imporre un ordine internazionale attraverso il controllo dei mercati, delle istituzioni finanziarie, delle rotte strategiche e, quando necessario, della forza militare, che a Hormuz non sta funzionando. E se fosse proprio il punto in cui la sconfitta sul campo incontra la fragilità di Wall Street e fa saltare tutto per aria?















