Era stato l’uomo più ricco dell’intera Asia; patrimonio: circa 45 miliardi di dollari. Poi il suo impero immobiliare, Evergrande, è collassato sotto oltre 300 miliardi di debiti: bilanci gonfiati, frode, corruzione, appropriazione illecita; il conto presentato dallo Stato cinese? Ergastolo e confisca di tutto il patrimonio. Ora proviamo a fare lo stesso gioco nel meraviglioso mondo libero e democratico; Berlusconi: condanna definitiva, carcere zero; René Benko: il più grande fallimento della storia austriaca, due anni; Banca Popolare di Vicenza: miliardi pubblici per tappare il buco, Zonin nemmeno un giorno di galera; Danske Bank: 200 miliardi di transazioni sospette, la banca paga e i dirigenti spariscono dal processo; Wells Fargo: milioni di conti aperti abusivamente, tre miliardi di multa e nessun grande capo dietro le sbarre. Perché da noi funziona così: quando guadagnano, i soldi sono loro; quando perdono, paghiamo noi. E quando arriva il momento di cercare il colpevole… puff: rimane il crimine. Quando in Occidente si parla di libertà, fondamentalmente è sempre la libertà dei più ricchi di fottersi la refurtiva senza temere di dover pagare dazio. Siamo proprio sicuri di volerla difendere a ogni costo?









