Arduo compito di questa puntata è quello di cercare di capire insieme non se il cinema italiano degli ultimi 46 anni sia brutto, ma perché è brutto; e occhio: la vera ragione della bruttezza del nostro cinema, che una volta era il più bello del mondo, ve la svelo alla fine della puntata e ce la dirà uno dei più grandi filosofi di sempre. Il cinema italiano muore 46 anni fa esatti, dopo due film che io considero tra i pochissimi ultimi grandi film della stagione migliore del cinema (forse mondiale), cioè gli anni ’70, quando il cinema, espressione dei conflitti sociali, non ti dava ragione; ti prendeva, invece, a schiaffi, che è ciò che dovrebbe fare l’arte sempre e che non fa più. Perciò (ri)parleremo di Augusto Tretti, il più grande regista sconosciuto italiano di sempre; di Nanni Moretti, il peggiore regista italiano più famoso di sempre; di crisi produttive, di dipendenza dai finanziamenti pubblici come il PD dipende dagli Stati Uniti, di omologazione culturale e fuga del pubblico dalle sale verso il piccolo schermo. E chi non guarda il video intero è… Esatto: il cinema italiano degli ultimi 46 anni.









