“La guerra sta per finire”: con queste parole, il presidente russo Vladimir Putin ha sconvolto gli altri leader europei e aperto uno spiraglio per la diplomazia; ma la guerra continua, mentre Mosca sfodera la sua deterrenza annunciando lo schieramento dei Sarmat entro la fine dell’anno. Il messaggio è chiaro: siamo pronti al dialogo come allo scontro diretto, e al livello più alto di escalation; a rafforzarlo, le bombe contro Kiev a cui Zelensky ha risposto con droni contro rappresaglia. Morti da entrambi le parti; in Donbass, le truppe russe guadagnano terreno. Intanto, con la visita di Trump a Pechino, si apre una nuova era dei rapporti tra Cina e USA: anche se la delegazione dei tecno-oligarchi torna a casa senza un misero accordo, Xi pone quattro condizioni per una normalizzazione dei rapporti secondo uno schema win-win. Re Donald parla di G2, anche se non ottiene né le garanzie su Hormuz, ne l’aiuto che cercava nella partita mediorientale: forse proprio per questo parla di un nuovo attacco? La tensione sale, mentre una ripresa della guerra in Iran diventa sempre più realistica. Ne parliamo a La Bolla con Francesco Dall’Aglio e Stefano Orsi. Conduce Clara Statello.















