video a cura di Davide Martinotti
Nel pieno della crisi dello Stretto di Hormuz, sta prendendo piede un’idea sempre più diffusa: che il petroyuan possa rappresentare una svolta storica, un passo decisivo per ridurre il dominio del dollaro e rafforzare il peso globale della Cina; ma se fosse esattamente il contrario? Usare lo yuan per pagare il passaggio a Hormuz per Pechino è davvero un vantaggio strategico o è una trappola? Lo Stretto è entrato in una fase ambigua, in cui la navigazione è sempre più soggetta a condizioni politiche, tra tariffe, pressioni e un equilibrio fragile. Trump ha inviato segnali altamente contraddittori: da un lato ha avvertito l’Iran di smettere di imporre tariffe; dall’altro, ha suggerito che gli Stati Uniti avrebbero potuto creare una joint venture con l’Iran per gestire insieme il sistema tariffario, definendola una cosa positiva. In questo contesto, l’idea di pagare in yuan può sembrare conveniente per Pechino: significa aggirare il dollaro, sfruttare un sistema finanziario alternativo e guadagnare spazio internazionale. Ma il problema è più profondo: pagare significa accettare che quella rotta – che dovrebbe essere un bene comune – diventi uno strumento di pressione. E, soprattutto, significa esporsi: esporsi a un sistema di concessioni temporanee che espone Pechino anche a possibili ritorsioni finanziarie in un contesto in cui la competizione globale passa sempre di più attraverso i sistemi di pagamento. Ma la questione non riguarda solo Hormuz; quello che sta emergendo è un cambiamento più ampio: un mondo in cui le rotte strategiche non vengono più semplicemente controllate, ma trasformate in leve di pressione economica. Le economie più dipendenti da queste rotte – Cina, India, Giappone, Corea del Sud – sono anche quelle che pagano il prezzo più alto: aumento dei costi energetici, trasporti più cari, assicurazioni in ritirata e competitività sotto pressione; se oggi si accetta l’idea che uno stretto possa diventare un sistema a pedaggio, cosa impedisce che domani lo stesso modello venga applicato altrove? Magari a Malacca, o in altri passaggi fondamentali per il commercio cinese… Nella competizione tra grandi potenze, il vero potere non sta solo nelle risorse o nella forza militare, ma nella capacità di definire le regole del gioco. Ne parliamo in questo video!















