Quante volte ci siamo sentiti dire che non ci sono alternative? Il disordine neoliberista che, negli ultimi mesi, sta esibendo in modo scoperto il proprio volto più feroce, deve non poco della propria sopravvivenza all’acritica ripetizione di questo mantra; per dissipare l’incantesimo, abbiamo bisogno di un poderoso schiaffo culturale, perché a essere finite non sono le alternative, ma le scuse. E lo schiaffeggiatore è il pensatore che non ti aspetti: il francese Jean-Paul Sartre che, lungi dall’essere il maître à penser di un esistenzialismo ormai fuori moda, è invece un autore assolutamente radicale. Contro le cristallizzazioni economiche, sociali, politiche, generazionali e di ogni genere della storia passata, sono sempre e solo le persone a scrivere la storia presente e quella a venire: non ignorando i vincoli e i condizionamenti che la popolano, al modo delle anime belle, ma attraversandole, con sofferenza e fatica, per mezzo dell’ideale normativo di una libertà densa e terribile. Se non saremo noi, il 99%, tutti insieme, a scrivere la storia, non ci sarà nessuno che lo farà al posto nostro; anzi: sarà l’1%, e lo farà a nostro danno. Come fare, lo scopriremo in questo viaggio nel pianeta Sartre, oltre le secche del singolarismo.











Interessante e ben fatto. Complimenti. Da ripetere