Ma che avrà mai fatto, anche stavolta, la povera Francesca Albanese per attirarsi le ire, le accuse e gli strali dei governi occidentali e della stampa filo-genocida? Se l’è davvero presa con il popolo ebraico in quanto ebraico dando prova di antisemitismo? Naturalmente no: l’intervento incriminato è un video-collegamento all’ultimo Al Jazeera forum, nel quale la relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori Palestinesi si è limitata a sostenere la complicità di tutto il sistema internazionale occidentale nel genocidio palestinese. Ecco le sue parole (giudicate voi se siamo in presenza della nuova Himmler): “Abbiamo trascorso gli ultimi due anni ad assistere alla pianificazione e alla realizzazione di un genocidio”; “Il genocidio non è finito. Il genocidio come distruzione intenzionale di un gruppo in quanto tale è stato chiaramente svelato. […] Il fatto che invece di fermare Israele, la maggior parte del mondo l’abbia armato, gli abbia fornito scuse politiche, copertura politica, sostegno economico e finanziario è una sfida. Se il diritto internazionale è stato colpito al cuore, è anche vero che mai prima d’ora la comunità globale si era accorta delle sfide che tutti noi affrontiamo. Noi che non controlliamo grandi quantità di capitali finanziari, algoritmi e armi, ora vediamo che come umanità abbiamo un nemico comune”. Qual è il nemico comune? lo rimarca poco dopo la stessa Albanese su Twitter: “Il sistema che ha reso possibile il genocidio in Palestina, incluso il capitale finanziario che lo finanzia, gli algoritmi che lo oscurano e le armi che lo rendono possibile”. Non poteva essere detto meglio: è effettivamente quello il nemico comune dell’umanità, e la riprova è che, subito dopo, si è immediatamente attivata la solita macchina del fango e della manipolazione per screditare chi ne rivela gli interessi e i crimini.










