La Russia è pronta a dialogare con i Paesi europei e a riallacciare i rapporti su una base di parità e rispetto: lo ha detto Putin durante la linea diretta con giornalisti di tutto il mondo, accogliendo la richiesta di Macron di un ritorno a un dialogo. Ma è pronta anche a continuare a combattere per raggiungere gli obiettivi dell’operazione militare speciale: smilitarizzazione, denazificazione e neutralità dell’Ucraina, fine della pressione NATO sul confine con la Russia e nuova architettura di sicurezza europea indivisibile, che non penalizzi nessuno; mentre prosegue la diplomazia a staffetta, mediata da Washington, l’Ucraina prende di mira le navi cisterna russe nel Mar Nero (e non solo) e l’Ue approva un prestito da 90 miliardi per Kiev, che verrà rimborsato soltanto dopo che Mosca pagherà le riparazioni di guerra. Ciò vuol dire solo una cosa: l’idea di infliggere una sconfitta militare alla Russia si è nuovamente affermata tra i leader guerrafondai europei; nonostante Giorgia Meloni abbia messo ben in chiaro che nessun soldato italiano poggerà piede sul suolo ucraino, la restituzione dell’ingente prestito – che costerà all’Ue 3 miliardi l’anno di interessi – servirà da incentivo economico per gli Stati donatori a continuare la guerra con la Russia con un sempre maggiore coinvolgimento. Dall’altro lato, Mosca continua a martellare la città e la regione di Odessa con pesanti bombardamenti, causando black out che stanno portando allo sfinimento la popolazione e provocando proteste; se il conflitto aumenterà di intensità e Kiev continuerà a prendere di mira le petroliere russe, Mosca cercherà di togliere lo sbocco a mare all’Ucraina? Ne parliamo con Francesco Dall’Aglio e Stefano Orsi a La Bolla, il format geopolitico di Ottolina Tv condotto da Clara Statello.















