Non è solo il governo di Zelensky a scricchiolare, ma anche il fronte; nonostante le annunciate controffensive su Pokrovks e Kupyansk, i russi hanno sfondato in diverse direzioni strategiche, dove avanzano praticamente senza ostacoli: giornalisti, volontari e militari denunciano l’assenza di uomini e postazioni scoperte a causa del distoglimento di truppe dalla difesa all’attacco, per offensive sconsiderate. Intanto, gli uomini vicini a Zelensky fuggono con le valige piene di soldi, la von der Leyen annuncia altri miliardi all’Ucraina, gli attivisti anticorruzione si radunano in timide manifestazioni di protesta e Kaja Kallas ci fa sapere che dobbiamo prepararci alla guerra: dobbiamo morire per il cesso d’oro di Mindich. Ne parliamo assieme a Francesco Dall’Aglio.










Che faccia da menagrama che gode a bestia per una guerra sanguinosissima che doveva durare 3 gg secondo il macellaio Putin. Ma vai a Mosca e restaci insieme a Travaglio, Santoro e Albanese.
Ma ‘sto Dall’Aglio è amico del giaguaro? Mah! Se mi tolgono la luce me la prendo con il mio governo; se mi rapiscono per strada me la prendo con il mio governo. Credo che questo signore abbia una visione tutta sua che non condivido (anche se entrambi abbiamo solo un percezione “distante” e quindi personale) e penso e spero che alla fine di questa guerra venga fuori quanta gente anche in ucraina odia quel governo di corrotti