E meno male che erano democratici! In Inghilterra, George Galloway, 5 volte parlamentare e noto sostenitore della causa palestinese, Γ¨ stato fermato allβaeroporto insieme alla moglie di ritorno da Dubai; gli sono stati sequestrati telefono e portatile ed Γ¨ stato interrogato per 9 interminabili ore senza possibilitΓ di chiedere assistenza legale: stando alle sue dichiarazioni, volevano sapere ad ogni costo perchΓ© gli stessero cosΓ¬ simpatici i russi e i cinesi. Poche ore prima, gli USA avevano annunciato di aver sospeso il visto del presidente colombiano Gustavo Petro; il motivo? Durante i lavori dellβONU Γ¨ sceso in piazza insieme a Roger Waters e ha esortato le forze armate statunitensi a fare come durante la grande guerra: non puntare i fucili contro la povera gente, ma contro i tiranni e i fascisti. Ovviamente, Forrest Trump sβΓ¨ sentito chiamato in causa… Ma cβΓ¨ un problemino: quando gli USA hanno deciso di ospitare la sede centrale dellβONU, hanno firmato un accordo che, ovviamente, prevede che i rappresentanti degli Stati membri non possano essere perseguitati per le loro opinioni. Gli USA non fanno nemmeno piΓΉ finta di rispettare il diritto; sarebbe il caso la sede dellβONU spostarla altrove. Poche ore prima di scagliarsi contro Petro, Forrest Trump aveva deciso anche di aprire un altro fronte della guerra civile made in USA: dopo Los Angeles e Washington, nellβattesa di Chicago, vorrebbe mandare lβesercito anche a Portland; il motivo? Ci sono troppi fricchettoni. Lβannuncio arriva dopo che, la settimana scorsa, con un ordine esecutivo aveva aggiunto gli Antifa alla famigerata lista delle organizzazioni terroristiche, nonostante non solo non sia ovviamente terroristica, ma non sia proprio manco unβorganizzazione; comunque Γ¨ giΓ un passo avanti: a differenza del Cartel de los soles venezuelano, anche se non Γ¨ una vera e propria organizzazione, i militanti Antifa, comunque, almeno esistono davvero. Quanto a lungo ancora ci ostineremo a definire questi regimi democrazie?
Ma andiamo per gradi: lui si chiama George Galloway, ed Γ¨ scozzese; lui, invece, si chiama Gustavo Petro, ed Γ¨ colombiano. Sono nati, cresciuti e vivono ai due lati opposti del pianeta, ma da qualche giorno cβΓ¨ qualcosa di profondo che gli unisce: lβimpero angloamericano li ha dichiarati nemici pubblici numero 1. Allβinizio era stato il turno di Petro, che da 3 anni vive costantemente con un bel bersaglio stampato fisso sulla schiena; dβaltronde, lβha fatta abbastanza grossa: si Γ¨ presentato alle elezioni presidenziali nella quinta colonna per eccellenza dell’imperialismo USA in America Latina e le ha pure vinte. E’ la prima volta in assoluto che la Colombia si ritrova un presidente che non Γ¨ un burattino nelle mani di Washington; addirittura, un ex guerrigliero: alla tenera etΓ di 17 anni, Petro di era unito allβorganizzazione armata Movimento 19 aprile (M-19, per gli amici). Appena superati i 20 anni, si era giΓ affermato come uno dei leader del movimento, che guidΓ² prima nellβesproprio di terreni precedentemente sottratti con la violenza alle famiglie dai paramilitari e poi, addirittura, nella fondazione di un intero nuovo quartiere popolare a ZipaquirΓ , nellβarea metropolitana di Bogota, il leggendario, e controverso quartiere di Bolivar 83; le autoritΓ colombiane non la presero benissimo: Petro dovette darsi alla clandestinitΓ , e quando lo beccarono, prima venne torturato bene bene per una decina di giorni abbondanti e poi condannato a 18 mesi di carcere, che lo convinsero ad abbandonare le armi e a dedicarsi alla conquista pacifica delle istituzioni: per centrare lβobiettivo ha impiegato oltre 35 anni, ma, alla fine, li ha fregati tutti; secondo i piΓΉ estremisti, per farlo, si sarebbe troppo imborghesitoΒ e normalizzato.
Evidentemente, perΓ², per le oligarchie colombiane e per i loro mandanti a Washington non abbastanza: da 3 anni, Petro riceve costantemente innumerevoli minacce di ogni tipo e, giusto 3 giorni fa, la Procura ha smantellato una rete illecita che si era infiltrata negli apparati di sicurezza del presidente. Ma era solo lβinizio; di fronte allo sterminio dei bambini di Gaza, infatti, Petro, da qualche tempo a questa parte, ha ritrovato tutta la verve del suo passato guerrigliero: Γ¨ stato uno dei primi presidenti a reagire al genocidio di Gaza interrompendo tout court le relazioni diplomatiche con Israele giΓ dal 2024 e, poi, anche bloccando in tronco le esportazioni di carbone dalla Colombia a Tel Aviv. EΒ martedΓ¬ scorso, dal palazzo di vetro dellβONU, ha rotto gli indugi e ha fatto una proposta che per lβinternazionale sionista guidata da Washington Γ¨ un vero e proprio affronto: Petro ha invocato nientepopodimeno che la costituzione di un esercito internazionale di salvezza, dal nome United for Peace, in grado di imporre con la forza la fine del genocidio da parte di Israele. Ed era solo lβinizio; poche ore dopo, Petro Γ¨ uscito dai palazzi del potere e delle chiacchiere e, a braccetto di Roger Waters, Γ¨ andato a ingrossare una delle tante manifestazioni proPal che hanno accompagnato lβassemblea generale dellβONU, e di fronte ai manifestanti – megafono alla mano, come ai vecchi tempi – ha rilanciato: βSe il presidente della repubblica colombianaβ, ha dichiarato, βdovesse prendere direttamente parte a questo combattimento, la cosa non mi spaventa. Lβho giΓ fatto altre volteβ. βLa storia dellβumanitΓ ci ha abbondantemente dimostrato che, quando la diplomazia fallisce, bisogna passare a unβaltra fase della lottaβ; e poi, la vera, definitiva, pietra dello scandalo: βQui a New Yorkβ, ha dichiarato, βchiedo a tutti i soldati dellβesercito degli Stati Uniti di non puntare i fucili contro lβumanitΓ . Disobbedite allβordine di Trump! Obbedite allβordine dellβumanitΓ β. βCome Γ¨ successo durante la seconda guerra mondialeβ, ha continuato, βvorrei che i giovani, i figli dei lavoratori e degli agricoltori, sia in Israele che negli Stati Uniti, puntassero i loro fucili non contro lβumanitΓ , ma contro i tiranni e i fascistiβ.
Poche ore dopo, ecco la reazione; arriva via social dallβaccount X del Dipartimento di Stato: βStamattinaβ, si legge, βil presidente colombiano Gustavo Petro si Γ¨ fermato in una strada di New York e ha esortato i soldati statunitensi a disobbedire agli ordini e li ha incitati alla violenza. A causa delle sue azioni sconsiderate e incendiarie, revocheremo il visto a Petroβ . Come sottolinea, sempre su X, Francisco Rodriguez del Center for Economic and Policy Research, βE’ la prima volta che gli Stati Uniti revocano il visto a un capo di Stato per dichiarazioni rilasciate durante una visita alle Nazioni Unite. Sia Castro che Chavez, in passato, hanno pronunciato discorsi infuocati a New York senza subire ritorsioniβ; la questione, sottolinea ancora Rodriguez, non riguarda solo le relazioni tra USA e Colombia: il punto Γ¨ che, in quanto Paese che ospita la sede dellβONU, gli USA hanno degli obblighi precisi. Sono tutti elencati nellβHeadquarters agreement, lβaccordo quadro che risale al 1947 e che, ovviamente, imporrebbe agli USA di non impedire in nessun modo lβaccesso ai palazzi dellβONU ai rappresentanti degli Stati membri, che gli stiano simpatici o meno; la sospensione del visto a Petro violerebbe questo accordo, come lo violerebbe, forse in modo ancora piΓΉ plateale, la negazione del visto al presidente dellβAutoritΓ Nazionale Palestinese Abu Mazen. A proporre la soluzione Γ¨ lo stesso Petro: βIl signor Trump ha violato i principi fondanti delle Nazioni Uniteβ, scrive su X; βΓ¨ ora di passare a un luogo piΓΉ democratico. Propongo Doha come nuova sede delle Nazioni Uniteβ.
La violazione delle norme basilari del diritto internazionale da parte dellβimperialismo a guida USA Γ¨ ormai la norma; per assistere a un altro episodio raccapricciante Γ¨ bastato aspettare poche ore. Siamo a migliaia di chilometri di distanza, a Londra, nella seconda capitale dellβImpero; George Galloway Γ¨ un anziano signore un poβ eccentrico, con un curriculum di tutto rispetto: di estrazione proletaria, a soli 13 anni si unisce alle giovanili del partito laburista fingendo di averne 15 e, in pochissimo tempo, raggiunge lβincarico di segretario cittadino a Dundee, la quarta cittΓ scozzese. Nellβ81, a soli 27 anni, diviene il piΓΉ giovane presidente di sempre del partito laburista scozzese; 4 anni prima aveva effettuato un breve viaggio in Libano, al termine del quale aveva dichiarato che βavrebbe dedicato tutta la sua vita alla causa palestinese e arabaβ; da lΓ¬ in poi, hanno sempre cercato di farlo fuori dal labour in ogni modo possibile immaginabile, ma non gli Γ¨ andata benissimo: Galloway si Γ¨ costruito una sua roccaforte, che ha tenuto botta anche quando Γ¨ stato travolto da un poβ del gossip sentimentale che tanto piace ai tabloid inglesi e che condiziona la carriera politica di molti. Nellβ87 conquistΓ² le prime pagine per una sua avventura extraconiugale a Mykonos, che ammise candidamente: βHo effettivamente avuto rapporti sessuali con alcune persone in Grecia. Se la BBC pensa che sia di interesse generale, sono i benvenuti a parlarneβ.
Laddove ha fallito il gossip, Γ¨ riuscita perΓ² lβaggressione criminale sostenuta a suon di fake news dal governo laburista allβIraq; Galloway si era iniziato a occupare di Iraq giΓ ai tempi della prima guerra del Golfo; aveva conosciuto personalmente sia Saddam che Tariq Aziz, aveva organizzato possenti campagne per fornire aiuti umanitari al Paese e aveva dovuto resistere per 10 anni agli attacchi dei suoi colleghi guerrafondai del labour. Quando poi inglesi e americani hanno dato vita al massacro nel 2003, ha alzato lβasticella, un poβ come Petro: βLa cosa migliore che le truppe britanniche possono fareβ, aveva dichiarato, βΓ¨ rifiutarsi di obbedire a ordini illegaliβ; poche settimane dopo, Galloway fu definitivamente espulso dal Labour, ma non si dette per vinto. Due anni dopo, rieccolo partecipare alle elezioni, alla testa di un piccolo partito che i detrattori hanno definito βunβalleanza tra lβestrema sinistra trotzkista e lβestrema destra islamicaβ; evidentemente, sparare definizioni a cazzo per discreditarlo, perΓ², non bastΓ²: contro ogni pronostico, Galloway strappΓ² il seggio al contendente labour e, al discorso dβinaugurazione, dichiarΓ² βSignor Blair, questo Γ¨ per lβIraqβ. Nel 2012, altra circoscrizione, altra corsa e altra inaspettata, schiacciante vittoria: con 36 punti percentuali di vantaggio, asfalta il candidato laburista e guerrafondaio nelle suppletive in una circoscrizione roccaforte del labour; βLa vittoria piΓΉ sensazionale nella storia politica britannicaβ, la definΓ¬ orgogliosamente. Ma non cβΓ¨ due senza tre, e il terzo round arriva nel 2024, quando il labour decide di far fuori il suo candidato alle suppletive nella circoscrizione di Rochdale proprio perchΓ© non aveva sposato le tesi collaborazioniste dopo il 7 ottobre; Galloway coglie lβoccasione al balzo: si candida col suo minuscolo partito dei lavoratori della Gran Bretagna – che di solito non supera mai la soglia dellβ1% – e raccoglie uno strabiliante 40% dei voti, doppiando il secondo classificato. βQuesto Γ¨ per Gazaβ dichiarerΓ dopo lo spoglio rivolgendosi al leader labourista Keir Starmer: βPagherai a carissimo prezzo il ruolo che hai svolto nel consentire, incoraggiare e coprire la catastrofe attualmente in corso nella Strisciaβ. Insomma: un bomber.
E, per impedirgli di andare a rete, lβunico strumento a disposizione della lobby sionista che domina il partito laburista al governo Γ¨ segargli le gambe: lo hanno provato a fare domenica scorsa, sequestrandolo in modo del tutto illegittimo per 9 ore allβaeroporto di Gatwick, mentre il criminale di guerra Tony Blair veniva riposizionato con la forza sotto le luci della ribalta dalla lobby sionista come potenziale governatore ad interim di Gaza. Eβ il delirante piano sostenuto da Forrest Trump: unβautoritΓ internazionale di transizione per Gaza che instauri una dittatura temporanea, col beneplacito degli invasori e lβavversione totale e incondizionata degli invasi; un ritorno al colonialismo piΓΉ classico e un premio alla carriera per chi ha deciso di sacrificare ogni rimasuglio di dignitΓ e di consenso pur di servire i piani sanguinari dellβimpero. Per gli tutti gli altri, rimangono solo intimidazioni e minacce; sarebbe il caso di reagire prima che sia troppo tardi: per farlo, prima di tutto avremmo bisogno di un vero e proprio media che dia voce al 99%. Aiutaci a costruirlo: aderisci alla campagna di sottoscrizione di Ottolina Tv su GoFundMe e su PayPal.
E chi non aderisce Γ¨ Tony Blair
















grazie Marrucci