Ci stavamo tutti chiedendo se in questi giorni il fronte giallo-blu Ue +Ucraina stesse riuscendo in extremis a convincere Trump a pentirsi del summit di Anchorage e tornare al buon vecchio business as usual fondato sulla guerra dell’Occidente collettivo alla Russia; se ci pensate bene, 1 milione e 600 mila ucraini tra morti, feriti e dispersi non sono poi così tanti se in palio ci sono le poltrone di Macron e Zelensky e il riarmo di Merz, e con la promessa di ulteriori appecoramenti su altri fronti e di qualche investimento miliardario in più negli USA, temevamo che il Presidente USA stesse davvero vacillando, ma (grazie a dio) la sua bidenizzazione non sembra essere riuscita. Anzi! Ieri, di fronte ai giornalisti, è tornato a insultare il presidente ucraino definendolo il più grande venditore del mondo: “Ogni volta che se ne andava dalla Casa Bianca si portava via milioni di dollari”. Ma la pacchia è finita: “Non darò più un soldo a Kiev” ha aggiunto, rivelando anche di avere da poco avuto una buona conversazione con Putin.
Anche su queste benedette garanzie di sicurezza, sulle quali sembrava che i negoziati USA-Russia sull’Ucraina potessero saltare, il tycoon ha confessato che, sostanzialmente, agli USA non gliene frega nulla e che, a questo punto, è tutta una partita tra Ue+Ucraina e la Russia che si sbrigheranno tra loro. Ma anche all’interno, il fronte neo-kantiano sembra perdere pezzi: la Polonia, ha reso noto Tusk, non invierà truppe di peacekeeping agli ucraini, mentre continuano gli insulti tra Zelensky e Orban, con l’Ungheria che ha intimato all’Ucraina di fermare gli attacchi contro l’oleodotto Druzhba, quello che trasporta il greggio russo a Budapest in arrivo dalla Federazione Russa. Di tutto questo e di tanto altro – dalla guerra interna agli USA Trump vs FED al bombardamento dell’ospedale Nasser a Gaza – parleremo in una nuova, imperdibile edizione del Non Tg.















