L’annuncio del Summit di Ferragosto in Alaska tra Trump e Putin ha scatenato il panico nelle cancellerie europee, e a ragione; e l’Ucraina potrebbe essere l’ultimo dei problemi. Dopo aver cercato, ancora una volta, di gettare zizzania tra i Paesi BRICS, Trump è stato sonoramente rimbalzato e non solo, come è ormai abitudine, da Putin e Xi, ma anche da Modi (e da Lula): l’Occidente a guida Washington non sembra avere più la deterrenza necessaria per intimorire le grandi potenze emergenti del Sud globale e ha bisogno di provare a scrivere le regole d’ingaggio della nuova guerra fredda tenendo fuori dai tavoli che contano gli alleati/vassalli, che non potranno fare altro che inchinarsi – ancora una volta – di fronte al fatto compiuto. Ne abbiamo parlato con il direttore di Analisi Difesa Gianandrea Gaiani.















