Canada, Francia, Regno Unito, Portogallo, Malta e altri Paesi stanno avviando la pratica di riconoscimento dello stato palestinese: alcuni hanno vincolato questo passaggio alla fine del genocidio, altri alla prossima sessione ONU di settembre. Ma perché l’Occidente ha cambiato radicalmente posizione? La crescita e il rafforzamento del movimento ProPal in Occidente sta costringendo la classe dirigente a cambiare approccio: l’idea è quella di responsabilizzare di quanto sta accadendo in Palestina il governo Netanyahu, le singole personalità, i singoli politici e non il sionismo in generale. I governi occidentali vogliono che il genocidio proceda educatamente, di nascosto, senza interruzioni e reazione da parte delle vittime; non a caso, la nuova ondata di riconoscimento è sempre preceduta dalla condanna di Hamas. Il nostro Gabriele Germani ne ha parlato con l’ex ambasciatrice Elena Basile.











Pur considerando la creazione di 2 stati un errore mi rendo conto che non ci sono molte altre opzioni. Tutti, comunque, abbiamo capito benissimo che i paesi europei stanno aspettano di proporre il riconoscimento della Palestina durante la riunione di settembre all’ONU così gli USA metteranno il veto alla proposta.