Mentre la stampa occidentale molla Zelensky, seppellito dalle proteste anti-corruzione dei nuovi rivoluzionari colorati ucraini, il Parlamento israeliano decide di annettere unilateralmente la Cisgiordania: è territorio storico e spirituale degli ebrei. L’obiettivo di Netanyahu è chiaro: la Grande Israele, nuovo eufemismo democratico per indicare il genocidio dei palestinesi, che si pianifica di estendere anche sui territori di giurisdizione della ANP; intanto Smotrich invoca una cintura di sicurezza, ottima scusa per giustificare una nuova invasione della Siria. Nel quadrante russo-ucraino si è discusso a Istanbul di un possibile incontro tra Zelensky e Putin, che non convince troppo gli emissari del Cremlino; tutto sommato, l’esito dei colloqui sembra positivo se non altro perché i contatti continueranno, così come continuano gli scambi dei prigionieri e, purtroppo, la guerra. Esultano invece i fortunatissimi Stati del giardino europe, che forse riescono a scippare a Trump soltanto il 15% di dazi sulle esportazioni negli USA: la consolazione degli scemi.










