Mentre il picernaio canta vittoria per la censura contro la musica russa – una grande battaglia per la democrazia – la guerra in Ucraina è ad un bivio: escalation o diplomazia. Le truppe russe combattono ormai alla periferia di Pokrovsk, quasi rinchiusa in una sacca, mentre puntano verso Liman e Sloviansk e si consolidano nella regione di Sumy; gli Stati Uniti si preparano ad un esito negativo dell’ultimatum di 50 giorni, dato da Trump a Putin, aumentando la deterrenza: secondo gli Osint, diverse testate termonucleari americane sono state spostate in territorio britannico, per la prima volta dal 2008. La strada diplomatica resta aperta, con Zelensky che preme per un incontro con Putin, mentre questa settimana si dovrebbe tenere il terzo round di colloqui diretti russo-ucraini a Istanbul; il Cremlino frena, riaffermando la sua intenzione di andar fino in fondo con gli obiettivi dell’operazione militare speciale. Ne parliamo con Stefano Orsi e Francesco Dall’Aglio.











a Putin ricordate degli amici.. eravamo amici de Berlusconi, che nu te ricordi?