Ieri il Parlamento ucraino ha votato a maggioranza schiacciante, su proposta del partito di Zelensky, la subordinazione dell’Ufficio anticorruzione indipendente dell’Ucraina e dell’Ufficio del procuratore anticorruzione al Procuratore generale, figura scelta personalmente da Zelensky stesso. Ora, che l’Ucraina fosse il paese più corrotto d’Europa lo sapevamo già da prima della guerra, e che le classi dirigenti del Paese, in questi anni, abbiano approfittato della strage di centinaia di migliaia di propri concittadini e del fallimento economico del Paese per arricchirsi e distribuire mance e mancette a destra a manca è forse cosa ancor più nota e documentata (forse, persino Ivan Grieco dopo il KO inflittogli da Clara Statello lo aveva capito…); ed era in fondo proprio su questo patto fondato sulla subordinazione a Washington, l’integrazione dei neonazi nelle Istituzioni e la corruzione sistemica degli oligarchi, che si era retta la pax zelenskyana di questi anni e che ha permesso all’ex-comico di svendere la sovranità del proprio Paese e dimezzarne gli abitanti senza particolari problemi interni.
Adesso, però, con la sconfitta militare alle porte e completamente delegittimato di fronte all’opinione pubblica, il presidente più odiato d’Europa è costretto ad accelerare quella svolta autoritaria alla quale ogni regime necessariamente ricorre quando si vede sull’orlo del precipizio: come avvertiva persino il Kyiv Independent pochi giorni fa, “Una serie di recenti eventi indica che la leadership ucraina sta sempre più aggirando le istituzioni democratiche e sabotando lo stato di diritto”. Il voto di ieri alla Prada (parlamento ucraino) è infatti solo la punta dell’Iceberg: il regime aveva da poco scandalosamente respinto la nomina di un direttore indipendente dell’agenzia che indaga sui reati dei colletti bianchi e avviato un’inchiesta contro Vitaliy Shabunin, fondatore del Centro anti-corruzione che, dal 2012, punta l’indice contro i più potenti vertici del Paese. E tanto altro ancora.
Persino l’Unione europea, preoccupata che questa ennesima dimostrazione di putinismo (sic) di Zelensky sputtani ancora di più la retorica della guerra per i valori e la democrazia, ha fatto sapere ieri tramite un portavoce della Commissione di essere “preoccupata per la recente azione dell’Ucraina nei confronti delle sue istituzioni anticorruzione. Queste istituzioni sono cruciali per il programma di riforme dell’Ucraina e devono operare in modo indipendente”; parole vuote: niente possiamo aspettarci da Bruxelles. Ma se mai il regime ucraino permetterà al proprio popolo di tornare a votare, il peggior presidente della storia del Paese riceverà finalmente quello che si merita (o, forse, solo una piccolissima parte).











Non credo che Mattarella sia stupido quindi è falso venduto e fariseo nonché complice del massacro dei nazisionisti.
Traditore della costituzione
e dello spot che ha fatto Alberto Angela, l’altra sera cosa ne dite?