
di Clara Statello
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha di fatto respinto la proposta del Cremlino per un cessate il fuoco di tre giorni in occasione dell’80esimo anniversario della vittoria sovietica sul fascismo. Nel videomessaggio serale di ieri, dopo l’attacco ad una infrastruttura energetica a Cherkasy, Zelensky ha accusato la Russia di colpire i civili e di manipolazione: “Per qualche ragione, tutti devono aspettare fino all’8 maggio e solo allora cessare il fuoco per garantire il silenzio di Putin durante la parata”, ha affermato. Ha confermato ufficialmente la linea espressa lunedì dal ministro degli Esteri Andry Sibiga, con la richiesta di un cessate il fuoco immediato, incondizionato, di almeno trenta giorni, come base per i negoziati.
Prima fermare le armi, poi trattare, la proposta di Kiev che va in netto contrasto con il piano della Casa Bianca e con le condizioni poste da Mosca, che invece chiede un accordo per una pace stabile e duratura, avendo messo ben in chiaro di ritenere inaccettabile sia un cessate il fuoco, che potrebbe servire alla parte ucraina in svantaggio militare per riorganizzare la logistica delle truppe e riarmarle, sia una soluzione coreana. Stamattina il Cremlino ha preso atto delle posizioni di Kiev sulla proposta di Putin per un cessate il fuoco di tre giorni, dalla mezzanotte dell’8 alla mezzanotte dell’11 maggio.
Putin ha ripetutamente affermato che la Russia è pronta ad avviare i negoziati senza precondizioni; non c’è stata alcuna risposta dall’Ucraina, ha detto Peskov. Ha definito manipolativo il rifiuto di Kiev di dare una risposta diretta all’iniziativa russa per un cessate il fuoco. Allo stesso tempo, però, il Cremlino apre al governo ucraino, che considera delegittimato dopo la fine del mandato di Zelensky lo scorso maggio. Ci sono difficoltà con la legittimità del regime di Kiev, ma gli interessi di una soluzione pacifica vengono prima di tutto, ha sottolineato Peskov. Mosca dunque mostra un’apertura verso delle trattative per la fine della guerra, ma non ha intenzione di sospendere in maniera duratura e incondizionata i combattimenti, se non per pochi giorni.
La Casa Bianca ha espresso la sua frustrazione per la mancanza di un’intesa e in risposta alla proposta del Cremlino chiede un cessate il fuoco permanente. “Entrambi i leader devono sedersi al tavolo delle trattative per trovare una via d’uscita da questa situazione”, ha dichiarato la portavoce Karoline Leavitt. Intanto sul campo di battaglia le truppe di Mosca continuano lentamente ma inesorabilmente ad avanzare, dopo la liberazione della regione di Kursk. Secondo il canale militare ucraino Deep State l’esercito russo si è avvicinato al confine della regione di Dnepropetrovsk, vicino a Kotlyarovka e a Uspenovka. Inoltre sta per raggiungere l’autostrada per Zaporozhye anche da sud. In seguito alla situazione bellica, le autorità ucraine hanno annunciato l’evacuazione di alcuni villaggi della regione.











Già, il governo Ucraino, ha remore a trattare 3 gg di tregua con Putin ma non ha problemi a trattare nel frattempo la fornitura di armi con gli USA che certo non gliele regalerà ma farà ripagare con tutti i ricatti possibili. Continua a non trovare un accordo sui territori contesi ma non ha problemi ad accordarsi, sempre con gli USA, sullo sfruttamento delle terre rare senza così rendersi conto che sono passati da un padrone ad um altro e i territori contesi li perderanno comunque sotto forma di sfruttamento da parte di aziende americane (leggi lolonialismo) . Ma i nazionalisti Ucraini dove sono ? Si sono accorti che il loro paese è stato svenduto x il sogno di una vittoria che,,se mai arriverà, sarà la vittoria di un piccolo gruppo di potere che non condivide i propri interessi economici con loro?