Preparatevi a guerre, epidemie e nuove emergenze. Il documento Strategia di preparazione dell’Unione, visionato in anteprima dal quotidiano spagnolo El Pais, rivela dettagli inquietanti su un documento che verrà presentato nelle prossime ore dalla Commissione europea. Non solo quindi riarmo: l’obiettivo dichiarato delle istituzioni comunitarie è anche quello di lavorare a livello culturale e psicologico sui cittadini in modo che si abituino gradualmente all’idea della guerra e ad obbedire a tutti gli ordini che in caso di emergenze (o finte emergenze) arriverebbero dall’alto. Questo implica un “mutamento di mentalità”, si legge nel documento, e l’adozione di protocolli chiari anche per la sicurezza civile. Ne parliamo nel nostro consueto talk con il generale Fabio Mini e David Colantoni.











Buonasera, ragazzi. Ora, io sono una signora che dire di una certa età è farmi un gran complimento e mi chiedo: io sono qui seduta a guardarvi e ad ascoltarvi (tra l’altro assieme a tante altre TV tipo Casa del Sole, Il Vaso di pandora, il Puzzle, il Contesto, ecc., ecc.).
Dicevo, sono tranquillamente seduta senza un filo di paura pur ricevendo le peggiori notizie da tutto il mondo – senza mai ascoltare un TG ufficiale naturalmente – e mi chiedo: ma chi sono tutti questi italiani ed europei che dovrebbero essere morti di paura?
E poi: paura di chi? Paura di cosa? Il peggio possibile già lo conosciamo bene, a partire dalle due guerre mondiali (per chi c’era) a finire agli ultimi anni e a oggi. Ormai chi vuole sa tutto sui retroscena, gli intrighi, le “aspirazioni” dei nostri regnanti, presidenti, capi di stato vari, capi militari (che a quanto vedo sono gli unici che dobbiamo ringraziare), su quanto si dicono, su quanto si lasciano sfuggire ecc. La paura riguarda solo le cose che non si conoscono, come sanno i bambini con il buio. Qui è tutto noto, arcinoto, chiarissimo, possiamo tranquillamente stare alla finestra a guardare, non quello che succederà, ma QUANDO succederà mentre nessuno tra di noi con un minimo di potere si ribella. Non avendo un filo di paura continuo a dormire tranquilla, solo preoccupata per i figli, i nipoti e tutti i giovani che però dovrebbero darsi un po’ da fare, loro sì. Ciao da una rana che non verrà bollita.