C’era una volta il razzismo anti-cinese, diffuso sin da inizio Novecento tra Stati Uniti e impero del Regno Unito. Questa xenofobia anti-asiatica aveva il duplice scopo di introdurre e sfruttare lavoratori asiatici in Australia e California per farli lavorare in semi-schiavitù nelle miniere d’oro, quanto di giustificare lo stato di semi-occupazione in cui verteva quel che restava del Celeste Impero. Oggi che la Cina è tornata finalmente grande protagonista dei fatti del mondo, quel vecchio razzismo mai sopito diventa utile arma di distrazione di massa. Fu così per il porto di Hambantota, nel Sud dello Sri Lanka: è stato indicato più volte dagli occidentali come trappola del debito, salvo poi scoprire che i primi a progettarlo furono Regno Unito e Canada e che i principali creditori dello Stato erano investitori non istituzionali occidentali. Per capire le condizioni che il nuovo Sri Lanka con la vittoria elettorale socialista sta preparando, segui il servizio con intervista che il nostro Gabriele Germani ha preparato al riguardo.











Nel 1980 ebbi modo di essere ospite del mio amico Tilake Abeysinghe,ed incontrare tramite lui splendide persone….ebbi una positiva impressione del Paese,della loro cultura….auguro allo Sri Lanka,di trovare una pacifica strada di emancipazione politica ed economica.
Mi piacciono queste storie dove i popoli contrastano il potere dominante. Speriamo riescano a portare avanti le loro riforme senza ingerenze violente dall’esterno…