“il più grande evento di politica internazionale dallo scoppio della crisi pandemica”
così è stato definito il nono summit sinoafricano che si è tenuto a Pechino
un evento che, a differenza di quello organizzato dalla Meloni nel gennaio scorso a Roma per cercare di dare lustro a quella pagliacciata del Piano Mattei, non è certo stato solo una passarella
allora il presidente di turno dell’Unione Africana non lo mandò a dire: sstiamo ripetendo le stosse cose che ci siamo detti 7 anni fa quando sono venuto a Bruxelles, ma al di là delle chiacchiere, non è cambiato niente
a questo giro invece da Pechino se n’è andato con un memorandum che prevede 50 miliardi investimenti in 3 anni, per permettere al continente nero di rialzare la testa dopo la pandemia e la corsa al rialzo dei tassi d’interesse innescata dalla FED che ha fatto schizzare la spesa per gli interessi dei paesi africani, che oggi supera la spesa sanitaria
ed ecco così che mentre l’occidente collettivo soffia sul fuoco della crisi che ha innescato lui stesso per cercare ancora una volta cambi di regime favorevoli nelle sue ex colonie, la Cina si rimette al lavoro per far ripartire scambi commerciali e investimenti, e costruire così “un futuro condiviso”
e la reazione dell’uomo bianco non si fa attendere
all’interno di quell’idea perversa che è la costruzione di una NATO globale che permetta agli USA di usare a suo piacimento le poche risorse militari degli alleati in tutti i fronti che sta aprendo per ostacolare l’affermarsi del nuovo ordine multipolare, navi militari italiane e tedesche sono in viaggio per raggiungere il pacifico
ne abbiamo parlato con il nostro Davide di Dazibao in questa puntata che segna il ritorno di MondoCina, la rubrica più amata dagli ottoliner della primissima ora










