Non contento di 13 mila bambini sterminati a Gaza, centinaia di migliaia di giovani soldati e civili morti ammazzati nella guerra sponsorizzata dalla NATO in Ucraina, di aver dato il proprio contributo all’escalation nel mar Rosso con bombardamenti sconsiderati su obiettivi Houthi, mettendo a rischio le rotte commerciali mondiali in un momento in cui l’Europa è assediata dai trattori degli agricoltori in protesta, Biden ordina un attacco di rappresaglia contro Siria e Iraq per colpire le forze iraniane in quei Paesi. La risposta di Bagdad è chiara: le truppe statunitensi nel Paese rappresentano un rischio per la nostra sicurezza. Mentre la situazione si fa sempre più incandescente in Medio Oriente e il presidente della Camera Johnson – nonostante le decisioni dell’ICJ – annuncia l’imminente presentazione di una legge per stanziare 17,6 miliardi di dollari in aiuti ad Israele, per silurare i negoziati al Senato sugli aiuti all’Ucraina il democratico governo di Kiev – difensore dei nostri valori europei e fortezza di tutte le libertà – bombarda una panetteria di Lysychansk nei territori controllati da Mosca ammazzando circa trenta civili. La nostra attenzione, però, non può non rivolgersi alla più appassionante serie di Telekiev che sembra volgere al suo epilogo con un inatteso colpo di scena: Zelensky chiede il permesso agli USA per licenziare Zaluzhny, il quale risponde a colpi di selfie assieme a militari dell’esercito, comandanti di Pravy Sector, ritratti di Bandera e mostrine dei peggiori gruppi nazisti dell’esercito di Kiev, con i quali manda un messaggio ben preciso. Cosa accadrà? Ne parliamo a La Bolla con Stefano Orsi e Francesco Dall’Aglio, che con la conduzione del Marru e della nostra mitica Clara Statello saranno lieti di svelarvi tutto quello che avreste sempre voluto sapere su questa Terza Guerra Mondiale a pezzi, ma non avete mai osato chiedere.










