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Come BlackRock ha convinto la Meloni e i finto-sovranisti di tutta Europa a regalargli i nostri soldi

admin by admin
30/09/2024
in Economia, In evidenza, Le Pillole di Ottolina
0

E meno male che in Europa si aggirava lo spettro del sovranismo… In Germania si prepara la grande svolta dopo la lunga dittatura moderata della Merkel e il fallimento dell’altrettanto moderato Scholz: si chiama Friedrich Merz, Γ¨ un fiero reazionario ed Γ¨ il candidato cancelliere della CDU; peccato, perΓ², che fino a ieri di mestiere facesse il presidente del consiglio di sorveglianza di BlackRock in Germania. Anche in Europa, nonostante la riconferma della Von Der Leyen, spira un vento nuovo; invece dei soliti finto-progressisti che impestavano la vecchia commissione, a gestire il delicato dossier della costruzione del mercato unico dei capitali, che Γ¨ il primo pilastro del tanto osannato piano Draghi, Γ¨ stata chiamata un’altra vera reazionaria tutta d’un pezzo: Maria Luis austerity Albuquerque, giΓ  nota per le politiche lacrime e sangue imposte al Portogallo durante la crisi dei debiti sovrani. Peccato, perΓ², che anche lei, fino a ieri, per campare fosse a libro paga della grande finanza USA: era nel board nientepopodimeno che di Morgan Stanley, una delle piΓΉ antiche e importanti banche d’affari USA. Ma la vera nuova reginetta dell’imperialismo finanziario USA Γ¨ lei: Giorgia la madrecristiana, protettrice dei finto-sovranisti e paladina degli svendipatria; se prima di assumere l’incarico di governo aveva mandato i suoi emissari in ginocchio a Washington per garantire che Salvini, con le sue cazzate filo-putiniane, faceva un po’ di cabaret e l’ultra-atlantismo della seconda repubblica italiana fondata sulla distruzione della Carta Costituzionale non era in questione, prima di imprimere la grande svolta della politica economica interamente al servizio dei monopoli finanziari USA, aveva trasformato il G7 di quest’estate in Puglia in una sorta di investitura imperiale per il numero uno di BlackRock Larry Fink. Da allora, l’amministrazione coloniale italiana non ha mosso foglia che non fosse nel totale e incondizionato interesse della piΓΉ grande concentrazione capitalistica della storia dell’umanitΓ : c’è un problema col sistema pensionistico? E che problema c’è? Diamo i soldi a BlackRock e ci penseranno loro! C’è un problema col sistema sanitario? Assicurazioncina privata gestita da BlackRock e torni sano come un pesce! C’è un problema con le catastrofi ambientali? Altra assciurazioncina BlackRock e quando ti ritroverai allagato sarΓ  un festa! C’è bisogno di nuovi capitali per gonfiare un po’ la micro-bolla speculativa della borsa italiana? Ci pensa BlackRock! Ci sono da privatizzare le Poste, i porti, le ferrovie? E che ce vo’: ci pensa BlackRock! A partire dalla guerra per procura contro la Russia in Ucraina, la trasformazione del capitalismo del vecchio continente, in corso da oltre 15 anni, ha subito un’accelerazione senza precedenti che ha finito di escludere alla radice ogni possibilitΓ  di una qualsivoglia forma di indipendenza strategica; e la destra finto-sovranista e svendipatria si Γ¨ dimostrata al totale servizio di questa nuova ondata di politica neocoloniale, paradossalmente ancora piΓΉ di quanto auspicato dalle vecchie classi dirigenti finto-progressiste. Ma prima di ricostruire nel dettaglio questo gigantesco processo, vi ricordo di mettere un like a questo video per aiutarci (anche oggi) a combattere la nostra guerra quotidiana contro la dittatura degli algoritmi al servizio della propaganda dei monopoli d’oltreoceano e, se ancora non lo avete fatto, anche di iscrivervi a tutti i nostri canali su tutte le piattaforme (visto che, di tanto in tanto, ce ne chiudono uno o ce ne demonetizzano un altro) e anche di attivare tutte le notifiche: a voi costa meno tempo di quanto non impieghi un post-fascista a trovare un altro invasore da servire come quando c’era lui, ma per noi fa davvero la differenza e ci permette di far conoscere a sempre piΓΉ persone la gigantesca rapina che stiamo subendo e che i media mainstream fanno di tutto per nascondere.
La storia non si ripete: con queste parole mercoledΓ¬ scorso Angela Merkel ha salutato la nomination del candidato della CDU alle elezioni che si terranno il prossimo anno: Il candidato Cancelliere che vuole seppellire l’ereditΓ  della Merkel, come titolava Bloomberg venerdΓ¬ scorso. E meno male, direte: che inguaribili ottimisti! In questa Europa che ha deciso di affrontare la lunga fase del declino occidentale immolandosi sull’altare degli interessi di Washington, se la storia non si ripete Γ¨ solo perchΓ© non fa che peggiorare; ed ecco cosΓ¬ che se, giustamente, avete imparato ad odiare il mercantilismo tedesco che per 30 anni ha letteralmente saccheggiato la periferia del continente e ha anche impedito di costruire un vero mercato unico equilibrato, prospero e in grado di affrontare le sfide del futuro, potete giurare che sarete messi nelle condizioni di rimpiangerlo. Un po’ come quando, guardando la classe politica italiana della seconda repubblica, siamo portati a rimpiangere il peggio del peggio della prima, Andreotti incluso. Il mercantilismo tedesco degli ultimi 30 anni, infatti, e la gigantesca vaccata dell’austeritΓ  espansiva hanno fatto sicuramente piΓΉ danni della grandine, ma – per quanto possa sembrare paradossale – hanno anche avuto alcuni pregi: il primo tra tutti Γ¨ che la Germania si Γ¨ affermata sempre piΓΉ come l’unica vera potenza industriale dell’Occidente collettivo e che, unica in tutto il mondo cosiddetto libero e democratico, ha tenuto almeno in parte il suo capitalismo al riparo dall’invasione dei monopoli finanziari statunitensi, a partire, in particolare, da BlackRock.

Friedrich Merz

Ecco: il nuovo candidato della CDU punta proprio a buttare nel cesso questa ereditΓ . Il candidato in questione, infatti, si chiama Friedrich Merz: β€œMembro della vecchia Γ©lite della Germania Occidentale” scrive Bloomberg, Merz β€œha stretti legami col settore finanziario, appartiene all’ala della CDU piΓΉ conservatrice e orientata agli affari, e rappresenta una rottura definitiva con l’era della Merkel” ; d’altronde, era stata proprio la Merkel a farlo fuori dal gotha del partito, nel 2009, anche se Merz – a dire il vero – a un certo punto se n’era fatto anche una ragione e, gira che ti rigira, indovinate per chi era finito a lavorare? Esatto, pare una barzelletta: BlackRock, di persona personalmente; addirittura presidente del consiglio di sorveglianza di BlackRock Asset Management Deutschland. E il suo programma sembra scritto direttamente a Washington; primo punto: rilancio in grande stile del nucleare, che le vaccate spacciate a piene mani da propagandisti fai da te del suprematismo occidentale sono riusciti a fare passare come la cosa piΓΉ neutra e naturale del mondo. Peccato abbia grosse implicazioni non solo tecniche e ambientali, ma anche geopolitiche: tornare a investire massicciamente nel nucleare, infatti, Γ¨ la precondizione per garantire che a nessuno venga mai piΓΉ in mente, nel prossimo futuro, di tornare a dialogare con la Russia per comprargli il gas; certo, essersi fatti esplodere sotto gli occhi il Nord Stream aiuta, ma tutto sommato il Nord Stream si potrebbe sempre riparare o, al limite, tornare a usare almeno la parte che non Γ¨ stata completamente distrutta. Secondo punto, poi, un bell’aumento della spesa militare da 52 a 80 miliardi l’anno; ma attenzione perΓ², perchΓ©, ovviamente, β€œnon ha detto da dove verrebbe il denaro, poichΓ© ha escluso l’aumento delle tasse e prevede di attenersi al rigido limite del debito del paese”. La soluzione? La sapete giΓ : privatizzare sanitΓ  e pensioni in modo che la gente sia costretta a mettere i soldi in un fondo gestito da BlackRock e soci che, con quei soldi, ci finanziano l’industria militare; facile, no? Non fa una piega! Peccato, allora, che β€œNonostante il vantaggio di 16 punti della CDU/CSU nei sondaggi, la vittoria di Merz sia tutt’altro che garantita”; come si fa a vincere? Semplice: basta mena’ i migranti piΓΉ forte dell’AfD, tanto per la nuova Germania economicamente devastata, dove rimane sostanzialmente solo l’industria bellica (anche se notevolmente potenziata), i migranti non servono. Non sono abbastanza qualificati; per una vera economia di guerra, un po’ piΓΉ di omogeneitΓ  etnica fa sempre comodo: hai visto mai st’immigrati mussulmani, invece di dirti grazie, si mettono a manifestare pure contro il tuo sostegno allo sterminio dei bambini palestinesi e, piano piano, anche arabi in generale, st’irriconoscenti…
Che mentre la propaganda analfoliberale ci sfrucugliava le gonadi con le vaccate sull’ascesa della minaccia sovranista e populista, in realtΓ , in Europa si stesse facendo largo una classe dirigente per quanto possibile ancora piΓΉ azzerbinata a Washington era diventato chiaro giΓ  la settimana prima, quando la Von Der Laiden aveva annunciato la composizione della nuova commissione: come ricordano Valeria Fappani e Blanca Marabini San Martin su The Diplomat, ad esempio, la nuova vicepresidente nonchΓ© rappresentante per la politica estera e la sicurezza, l’ex primo ministro Kaja Kallas, nel 2020 era arrivata addirittura a sostenere che quello che sta avvenendo in Xinjian Γ¨ comparabile a una sorta di β€œolocausto” ; non quello che sta succedendo a Gaza, con i coloni che fanno le gite in barca per gustarsi gli attacchi aerei delle forze armate israeliane contro i bambini palestinesi e discutere amabilmente su quale pezzo di costa sarebbe piΓΉ adatto per costruire qualche nuova villetta, ma quello che accade in Xinjiang dove – come riportava un celebre articolo di Repubblica di un paio di anni fa – anche l’ultimo cinese Γ¨ stato β€œcostretto a uscire dalla povertà”. La Kallas, comunque, non Γ¨ l’unica virtuosa del doppio standard anticinese sullo Xinjiang: anche la bimba di Macron StΓ©phane SΓ¨journΓ©, che per la commissione si occuperΓ  di β€œprosperitΓ  e strategia industriale” (cioΓ¨ di due cose che non esistono), condivide la stessa passione che, nel 2021, l’ha portata a contrastare l’accordo globale Ue-Cina (allora in discussione) proprio a causa della terribile situazione della minoranza musulmana in Xinjiang; che per inciso, lo ricordiamo, viene regolarmente denunciata solo ed esclusivamente da paesi non musulmani dell’Occidente collettivo e, in particolare, da quelli – come la Francia – che negli ultimi 30 anni hanno partecipato sostanzialmente a tutti gli stermini di civili arabi architettati dagli USA, dall’Iraq all’Afghanistan, dalla Libia alla Siria.
Ma quel pizzico di suprematismo ultra-atlantista e anti-cinese (che non manca mai) non Γ¨ certo l’unico segno di sudditanza della nuova commissione; il caso piΓΉ eclatante (e inquietante), infatti, Γ¨ quello della nuova commissaria alle finanze, la portoghese Maria Luis Albuquerque che, come ricorda il nostro sempre puntualissimo Alessandro Volpi β€œE’ stata artefice della ristrutturazione del bilancio portoghese durante il periodo del controllo esercitato dalla troika sui conti di quel Paese” che, ovviamente, β€œsi tradusse in un profondo taglio alla spesa pubblica e nella definizione di un modello molto simile ad un paradiso fiscale”, ma, soprattutto, che β€œdopo quella esperienza” si Γ¨ buttata (come un Friedrich Merz qualsiasi) anima e corpo nel mondo della finanza speculativa, prima facendosi le ossa nel board del tutto sommato piccolo, ma influente fondo britannico Arrow Global e poi, a partire dal 2022, passando definitivamente in premier league con un bel posto nel board di nientepopodimeno che Morgan Stanley. Un conflitto di interessi e una familiaritΓ  con la peggior logica delle porte girevoli che ha triggerato anche una colonna portante della propaganda turbo-liberista e turbo-imperialista come Politico: β€œLa poltrona dei servizi finanziari finisce alla Albuquerque” denunciano, β€œma lei si porta dietro un bagaglio ingombrante”. Il compito della Albuquerque Γ¨ tra i piΓΉ delicati in assoluto: supervisionerΓ  i lavori per la creazione del mercato unico degli investimenti dell’Ue. Insomma: il primo passo del famigerato rapporto Draghi e, in assoluto, il tavolo fondamentale dove si giocherΓ  la partita che determinerΓ  l’indipendenza o la sudditanza dal capitalismo finanziario USA. Non so se Γ¨ chiaro: l’arbitro della partita, che determinerΓ  se riusciremo finalmente a creare un polo finanziario autonomo o se non faremo altro che sottometterci definitivamente all’imperialismo finanziario USA, Γ¨ una talebana dell’austerity che lavora per una delle principali banche d’investimento USA; cosa mai potrebbe andare storto?
Per capirlo, basta dare un’occhiata a cosa Γ¨ successo in Italia negli ultimi tempi: nel giro di pochissimo tempo, infatti, BlackRock, come ricorda ancora il nostro Volpi β€œsi Γ¨ imposta come il principale investitore e stero delle imprese italiane quotate a Milano, per un totale di 17 miliardi di euro tra Intesa San Paolo, Unicredit, Bpm, Mediobanca, Stellantis, Ferrari e Prysmian a cui vanno aggiunte le partecipazioni in Eni, Enel e nelle multiutility”. Ecco perchΓ© Larry Fink, l’amministratore di BlackRock, Γ¨ stato accolto al G7 che s’è tenuto in Puglia nell’estate come un vero imperatore: perchΓ© lo Γ¨ il padrone dell’ex economia nazionale; ma rispetto alle ambizioni di BlackRock, 17 miliardi sono bruscolini. Meloni e l’ennesimo governo degli svendipatria, allora, hanno cominciato a lavorare giorno e notte a un piano diabolico in 3 punti: il primo punto Γ¨ usare il monopolio della forza dello Stato per far arrivare nelle casseforti di BlackRock e soci una quota sempre maggiore di risparmi degli italiani; il secondo Γ¨ spalancare ancora di piΓΉ a BlackRock le porte d’accesso alle quote di controllo delle principali corporation italiane, a partire da quelle dove c’è ancora un parziale controllo pubblico; il terzo Γ¨ fare dell’Italia la rampa di lancio per l’attacco finale del capitalismo finanziario USA all’unico capitalismo nazionale di tutto l’Occidente collettivo che ad oggi ancora ha tenuto botta, che Γ¨, appunto, quel che rimane della Germania della Merkel. Che si ritrova, cosΓ¬, sotto attacco da tre fronti: uno interno, rappresentato dal nuovo candidato cancelliere della CDU, uno rappresentato dall’Italia della Meloni e, infine, un terzo rappresentato dalle istituzioni dell’Unione europea nel suo insieme. Di questo ultimo punto abbiamo parlato in modo approfondito in questo video della settimana scorsa: l’episodio piΓΉ eclatante Γ¨ la scalata di UniCredit a Commerzbank che in realtΓ , appunto, Γ¨ una scalata del capitalismo finanziario USA al capitalismo industriale tedesco e che ha raccolto l’entusiasmo di tutte le istituzioni europee al soldo del progetto egemonico statunitense; UniCredit, infatti, ha proprio BlackRock come principale azionista, mentre Commerzbank Γ¨ stata salvata dal fallimento con soldi pubblici proprio in funzione del suo ruolo di fondamentale finanziatore del sistema produttivo della Germania. Con la scalata, si spalancano le porte del controllo della finanza USA su una parte sempre piΓΉ importante di economia produttiva tedesca; chissΓ : magari, appunto – come suggerivamo nel video -, per trasformarla sempre piΓΉ nella base industriale militare della grande guerra dell’Occidente collettivo contro il resto del mondo.
Anche del secondo punto abbiamo parlato giΓ  in numerosi video: dal via libera a BlackRock a superare il 3% delle quote di Leonardo alle varie acquisizioni che hanno visto come protagonista il fondo KKR (a sua volta controllato da BlackRock, Vanguard e Capital Research) e che, oltre alla rete delle telecomunicazioni di TIM, nel tempo s’è comprata anche Magneti Marelli, l’azienda umbra di macchinari per l’automazione Cmc, Inwit, che Γ¨ il principale operatore italiano di torri per le telecomunicazioni, e la ex controllata di ENI per il settore dei biocarburanti Enilive. E ora sul tavolo ci sono le Poste, MPS e anche i porti e le Ferrovie. Ma il punto piΓΉ inquietante di tutti Γ¨ il primo: il governo Meloni, infatti, ha deciso di diventare una sorta di esattore erariale al servizio di BlackRock. Il primo passo Γ¨ la proposta di legge che costringerebbe gli italiani a dirottare almeno il 25% del loro TFR verso il risparmio gestito dei megafondi; il secondo, invece, Γ¨ giΓ  legge ed entrerΓ  in vigore dal prossimo 1 gennaio: anche qui, a essere messo direttamente a disposizione della dittatura della finanza USA Γ¨ il monopolio della forza dello Stato italiano, un’amministrazione coloniale a tutti gli effetti. E’ l’obbligo da parte delle imprese di stipulare assicurazioni contro le catastrofi climatiche per β€œterreni, fabbricati, impianti, macchinari e attrezzature industriali e commerciali”, ovviamente private; un gigantesco trasferimento di risorse in mano ai colossi della finanza privata che perΓ², per certo ambientalismo progressista, Γ¨ ancora troppo poco.
A chiedere che la rapina non si limiti alle sole attivitΓ  produttive ci pensa Erasmo D’Angelis, volto storico di Legambiente ed ex firma del Manifesto che, in un lungo articolo su GreenReport, si chiede indignato: β€œE le case? Non si toccano. Storia del tabΓΉ dell’allergia all’assicurazione, il paradosso italiano”. Per D’Angelis, compito dello Stato non Γ¨ assumersi in prima persona il compito di avere una politica equa per affrontare le conseguenze del cambiamento climatico causato dal turbo-capitalismo, ma imporre ai singoli cittadini impoveriti una nuova gabella che vada a consolidare la concentrazione dei capitali in mano ai monopoli finanziari a stelle e strisce; e se poi la gente s’incazza e vota l’estrema destra, accusarli di essere dei poveri coglioni dalle colonne dei media mainstream: la propaganda antiscientifica climatoscettica e negazionista finanziata dalle lobby petrolifere non potrebbe avere alleati migliori dei D’Angelis di tutto il pianeta. Almeno su questo versante, comunque, fortunatamente la Meloni – che sullo scetticismo antiscientifico sulla crisi climatica fonda una fetta importante del suo consenso – probabilmente non cederΓ ; d’altronde, ha giΓ  in mano un perfetto piano B: l’evasione fiscale. β€œSembra impossibile” spiegava l’altro giorno ancora il nostro sempre attentissimo Alessandro Volpi: β€œNel decreto omnibus tre parlamentari di maggioranza hanno inserito un emendamento che abbina al concordato preventivo un vero e proprio condono tombale”; β€œPer fare un esempio” continua β€œ chi dichiara di aver evaso 20 mila euro, pagherebbe in tutto meno di 900 euro”.
Per i registi della finanziarizzazione questa non Γ¨ una buona notizia; sono due: la prima, infatti, Γ¨ che gli autonomi appassionati di evasione e di elusione avranno un bel patrimonietto da dargli da gestire per comprarcisi le Poste, MPS, i porti, le Ferrovie e tutto il sistema industriale tedesco. La seconda Γ¨ che il crollo delle entrate fiscali che queste politiche sono destinate a determinare, costringerΓ  i governi futuri a tagliare ancora piΓΉ drasticamente la spesa sociale, a partire da sanitΓ  e pensioni: risultato? La gente comune non potrΓ  piΓΉ fare a meno di farsi un’assicurazione sanitaria e un fondo pensionistico integrativo privati e a gestire i loro quattrini, appunto, saranno BlackRock e soci; un meccanismo veramente perfetto perchΓ©, a differenza delle rapine condotte dalla fazione finto-progressista della servitΓΉ atlantista che scatena innumerevoli malumori e contestazioni infinite tra le masse popolari, la rapina condotta dai finto-sovranisti, invece, riesce comunque a consolidare un blocco sociale piuttosto esteso che Γ¨ entusiasta di poter partecipare indirettamente alla distruzione sistematica del sistema produttivo italiano ed europeo e a ogni velleitΓ  di indipendenza strategica pur di intascarsi due soldini e comprarcisi il SUV nuovo (ovviamente col motore a scoppio, perchΓ© quello elettrico Γ¨ una truffa dei poteri forti, soprattutto se Γ¨ cinese). Ovviamente, anche il modello di rapina escogitato dalla Meloni e dall’internazionale finto-sovranista ha i suoi punti deboli; e quando le sue conseguenze si concretizzano e chiudono gli ospedali o ti ritrovi con una pensione al di sotto della soglia della povertΓ , la gente s’incazza. A differenz a del blocco sociale messo insieme dalla Meloni, perΓ², chi s’incazza per questi motivi un referente politico non ce l’ha: l’opposizione alla Meloni Γ¨ monopolizzata dai vari D’Angelis che non solo ti rapinano, ma che se t’incazzi perchΓ© t’hanno rapinato ti burionizzano; antropologicamente, il blocco sociale che potrebbe rappresentare l’alternativa ai governi degli svendipatria gli fa proprio schifo. Ecco perchΓ©, se vogliamo difenderci dalla grande rapina escogitata dalla Meloni, ci dobbiamo svegliare e ci dobbiamo organizzare per conto nostro e, per farlo, abbiamo bisogno come il pane di un vero e proprio media che, invece che alle due fazione dei rapinatori per conto della finanza USA, dia voce agli interessi concreti del 99%. Aiutaci a costruirlo: aderisci alla campagna di sottoscrizione di Ottolina Tv su GoFundMe e su PayPal.

E chi non aderisce Γ¨ Roberto Burioni

Tags: blackrockfinanziarizzazionegermaniameloniueusa
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