Basta gufi! L’Europa sta vivendo una nuova età dell’oro e, contrariamente a quanto sostengono i filoputiniani e i neonazisti, non è mai stata forte e prospera come adesso! Non è Lercio; sono, invece, le testuali parole pronunciate ieri da Ursula von der Leyen nel suo discorso annuale sullo stato di salute dell’Unione Europea, un discorso a metà strada tra il delirio – come quando descrive le nazioni europee come mai così in forma – e l’horror, perché per fare andare le cose ancora meglio di così, per quanto possa sembrare difficile, sarebbe sufficiente lanciare il cuore oltre l’ostacolo e puntare tutto sulla nuova corsa agli armamenti, così l’Europa potrà finalmente diventare indipendente dagli Stati Uniti (ehm… pardon, scusate: dalla Russia, naturalmente). E, poi, bisognerà trasformare le nostre economie, a colpi di deregolamentazioni e privatizzazioni, nel nuovo grande polo finanziario globale; pensate: potremo finalmente avere anche noi una BlackRock tutta nostra, capace di finanziarizzare i nostri risparmi e le nostre pensioni e di privatizzare finalmente il welfare. Che cosa volete di più? Meglio di così? È esattamente questo che chiedono i popoli europei, no? Guerra e finanza! Ancora una volta, le classi dirigenti europee si dimostrano totalmente allineate ai desideri profondi dei propri cittadini; siamo fortunati! Ma, allora, com’è possibile che a ogni elezione tutti i Calenda e i partiti di governo non vengano votati in massa? Dev’essere per forza colpa della devastante guerra ibrida scatenata contro l’Europa dal Cremlino, ma i cittadini non si preoccupino; Ursula ha un piano anche per questo: un bello scudo democratico contro le ingerenze israeliane e statunitensi nella politica e nei media del continente (ehm… russe, volevo dire). Facile, no? Censuriamo, banniamo e, infine, escludiamo dalla vita politica chiunque non la pensi come Luigi Marattin, così Putin non potrà più nascondere l’amore che il popolo europeo – anche se, a volte, a sua insaputa – prova per i propri governanti. È davvero così? In questa nuova puntata di Ottolina e mezzo lo abbiamo chiesto all’ambasciatrice Elena Basile, con la quale (senza sapere bene se ridere o piangere) abbiamo commentato tutti i punti fondamentali del discorso di Ursula: dalla proposta di un Consiglio di sicurezza europeo sul modello della NATO a quella di integrare, di fatto, Ucraina e Canada nell’Unione europea. Se avete stomaco, buona visione.









