E se la dedollarizzazione fosse soltanto l’ultima tappa del processo? Dal vertice BRICS di Nuova Delhi emerge un cambio di paradigma molto più profondo di una semplice battaglia sulle valute; il problema è elementare: puoi costruire tutti i sistemi di pagamento alternativi che vuoi, ma se un Paese accumula la valuta di un partner con cui ha un enorme deficit commerciale e non trova abbastanza beni, servizi o investimenti su cui spenderla, quella moneta difficilmente potrà sostituire il dollaro. Per questo, a Delhi i BRICS hanno insistito soprattutto su sviluppo produttivo, trasferimento tecnologico e catene globali del valore: il nuovo BRICS Global Value Chain Action Plan 2026–2030 punta esplicitamente ad aiutare i Paesi emergenti a salire verso le fasi a maggior valore aggiunto della produzione; il Jaipur Consensus prova a facilitare l’accesso al credito delle piccole imprese. Le nuove garanzie multilaterali devono ridurre il costo dei finanziamenti allo sviluppo, e la Cina mette sul tavolo tecnologia, AI open source e fabbriche intelligenti; non per beneficenza, perché mentre Washington prova a contenere la Cina isolandola tecnologicamente, Pechino può rispondere creando una rete di interdipendenze economiche talmente profonda da rendere quell’isolamento impossibile. Ne abbiamo parlato con Davide Martinotti di Dazibao.









