Con il fragile cessate il fuoco in scadenza imminente, Washington mantiene la pressione sul blocco navale nello Stretto di Hormuz e insiste per un secondo round di colloqui a Islamabad, guidati dal vicepresidente JD Vance; Teheran risponde con segnali ambigui: rifiuto iniziale di trattare “sotto minaccia”, poi apertura parziale, mentre il portavoce del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf avverte che l’Iran è pronto a nuove mosse sul campo di battaglia. Trump alterna minacce di non revocare il blocco e giudizi pessimisti sul rinnovo della tregua a promesse di un accordo rapido e migliore del JCPOA, in un chiaro tentativo di imporre condizioni da posizione di forza; a complicare ulteriormente il quadro, anche Hamas ha ufficialmente respinto l’accordo proposto, allontanando ogni prospettiva di distensione regionale. Sono ore molto complicate: vieni a capirci qualcosa con noi.















