Cosa c’entra David Graber, uno dei più grandi intellettuali di sempre, con il film di fantascienza distopica di Andrew Niccol In Time? Che cos’è davvero il debito? Perché il mercato è un sottoprodotto della guerra? E quindi: cosa c’entra la guerra odierna in Iran con il mercato e la finanza? Un indizio: tutto. Come scrivono Salvatore D’Acunto e Valeria Nuzzo nel formidabile libro Fotogrammi dal dominio della lotta, dal sottotitolo “Rappresentazioni cinematografiche della società neoliberista”, soprattutto dopo la crisi finanziaria (che potremmo anche definire debitoria) del 2008 e il fallimento della Lehman Brothers, il cinema ha iniziato a occuparsi “dell’immenso potere acquisito dalla finanza nella società”; ma con In Time, del 2011, Andrew Niccol riesce a trovare un equilibrio miracoloso tra cagat… hollywoodianata e buon film di fantascienza, la cui premessa è: cosa succederebbe se fosse il tempo la valuta universale? E, quindi, se fossimo costretti a lavorare per guadagnare letteralmente tempo di vita, finito il quale moriremmo all’istante? Le risposte a tutte le domande le scoprirete solo guardando il video intero. E chi non lo guarda, è Gordon Gekko.
















L’articolo mi è piaciuto molto: dal film, al saggio alla guerra e al capitalismo. Dritto al centro della questione.