Israele ha allargato pesantemente il proprio raggio di azione militare: dalla Siria e dal Libano a Gaza, dalla Cisgiordania allo Yemen; di ieri la notizia dell’uccisione in un bombardamento di alcune figure di spicco del governo yemenita. Gli analisti concordano che Tel Aviv non sia in grado di tenere un simile ritmo su una tale estensione, ma allora perché il governo Netanyahu insiste? E perché gli USA lasciano correre? Probabilmente l’avamposto occidentale nella regione vuole acquisire profondità strategica; qualcosa bolle in pentola e forse si teme, in un futuro prossimo, qualche grave azione iraniana. Di questo ha parlato il nostro Gabriele Germani con Enrico Tomaselli.










