La guerra commerciale dichiarata da Trump al resto del mondo avrebbe dovuto Make America Great Again e, invece, si limiterà a gonfiare un altro po’ le tasche delle oligarchie parassitarie con un po’ di soldi sottratti con la forza ai lavoratori dei vassalli USA, con la complicità delle loro classi dirigenti decotte. L’accordo siglato tra USA e Giappone prevede tariffe generalizzate del 15% e un pacchetto di investimenti da 550 miliardi, tutti da verificare: saranno sufficienti a compensare il flusso di capitali che si era interrotto con la fine del cosiddetto carry trade scatenato dall’aumento dei tassi di interesse da parte della Bank of Japan? Gli USA portano a casa anche la rimozione di dazi e barriere non tariffarie e non solo in Giappone, ma anche nelle Filippine e in Indonesia: un risultato storico, secondo Trump, come se potesse bastare a colmare il gap gigantesco di competitività che divide il sistema produttivo decotto statunitense dalla portentosa macchina manifatturiera cinese. Alla fine del giro, consapevoli o no, il tutto si risolve con il rimandare un po’ il collasso definitivo del centro imperiale in attesa che si consolidino le alternative e che anche l’opzione militare risulti sempre meno percorribile. Ne parliamo in questa imperdibile, nuova puntata del nostro Non Talk con Giacomo Gabellini e Alessandro Volpi.















