Oggi partiamo dalla Russia: dopo il fallimento della linea del compromesso con Putin e la botta subita in Iran, Trump rientra nell’agenda classica americana; Rubio chiarisce che ad Anchorage non c’è stato nessun accordo e i funzionari statunitensi tornano a dire che l’Ucraina sta per vincere. Poi il Medio Oriente: il Libano resta il punto più fragile della tregua; Israele continua a colpire il sud del Paese, Hezbollah chiede il ritiro senza condizioni e l’AIEA prova a rientrare nei siti nucleari iraniani mentre Teheran frena. Sul fondo, Hormuz resta instabile e il Wall Street Journal racconta i danni pesanti subiti dagli Stati Uniti nella base navale in Bahrain; la guerra si ferma sulla carta, ma gli equilibri regionali restano aperti.











