Reuters ha pubblicato alcune indiscrezioni sull’ultimo documento depositato da Anthropic per poter dare il via alla sua Offerta Pubblica d’Acquisto ed è peggio del previsto: nel 2025, di fronte a 4,6 miliardi di fatturato, si sono registrate perdite per oltre 8 miliardi; le spese per risorse di calcolo e infrastrutture sono triplicate, raggiungendo 7,3 miliardi, e entro il 2030 l’azienda prevede di investire in cloud computing e infrastrutture 518 miliardi, ma nessuno capisce da dove dovrebbero arrivare i quattrini per ripagarli. L’economia USA non è mai stata così dipendente da un singolo settore: il precedente più celebre sono i 20 anni d’oro delle ferrovie, quando, tra il 1870 e il 1890, venne investito in media il 2,2% del PIL in infrastrutture; per l’AI si parla del 3,6% da qui al 2032, il tutto mentre il costo del denaro continua a crescere e non accenna a diminuire. Nel frattempo, NVIDIA annuncia il più grande buyback della storia del capitalismo per provare a sostenere il valore delle sue azioni, anche quando, pezzo dopo pezzo, questo colossale castello di carte comincerà a crollare; come scrive il buon Michael Roberts, “I segnali premonitori di un imminente crollo continuano a moltiplicarsi. Un trend al rialzo dei tassi di interesse a fronte di prezzi obbligazionari in calo potrebbe essere il fattore scatenante della crisi. Oppure potrebbe trattarsi di un’IPO fallita (Anthropic, OpenAI), o della crescente concorrenza dei cosiddetti modelli LLM open weight provenienti dalla Cina e da altri paesi, che farebbero crollare i profitti. La scommessa più grande nella storia economica degli Stati Uniti è estremamente rischiosa”.










