Secondo un’analisi pubblicata da Ria Novosti, Washington starebbe concentrando alcune delle sue principali iniziative militari attorno a una stessa finestra temporale: l’inizio degli anni Trenta; nuovi aerei del Giorno del Giudizio, Golden Dome, riarmo navale, pressione sulla Russia attraverso l’Europa e provocazioni sempre più esplicite contro la Cina. La domanda che pone l’articolo è brutale: a cosa si stanno preparando davvero gli Stati Uniti? Per Mosca, il 2030 potrebbe diventare il momento in cui Washington tenterà di giocarsi l’ultima carta per conservare il dominio globale: logorare Russia e Cina attraverso i propri alleati, modernizzare le proprie infrastrutture strategiche e poi provare a imporre un nuovo salto di qualità nello scontro. È propaganda russa? È analisi militare? È paranoia da guerra fredda o fotografia realistica dell’escalation in corso? E poi ancora: dopo la caduta dell’Apache USA vicino a Hormuz, Washington colpisce obiettivi iraniani tra Bandar Abbas, Qeshm e Jask; Teheran risponde contro basi americane in Giordania, Bahrain e Kuwait. Intanto, Israele continua a bombardare il Libano: morti, sfollati e nuovo ordine di evacuazione su Tiro, e al confine nord spunta pure un’infiltrazione armata; il famoso cinturone di sicurezza israeliano comincia già a fare acqua. Gli Yemeniti fanno tremare i Sauditi sullo Stretto e, nel mentre, spunta il piano di Trump per l’Iran: metà petrolio in cambio della ricostruzione del Paese.











Se ci sarà una terza guerra mondiale non ho dubbi su chi l’ha provocata e su chi la vuole a tutti i costi. Mi rammarica il fatto che teniamo tutti gli occhi puntati su Russia e Iran. Cecità di massa? Demenza senile degli umani in generale? Incuranza verso i propri simili? Non si sa come reagire e tutto questo mi preoccupa molto