Secondo i rastafariani, l’Armageddon, che loro chiamano Amagideon, è già iniziato, e non da qualche settimana con la guerra contro l’Iran da parte di USA, Israele e l’ignavia dell’Unione europea, ma dal 1930 o dal 1974, cioè, rispettivamente, dall’incoronazione e dalla fine del regno di Haile Selassié, imperatore dell’Etiopia che tentò la decolonizzazione del Paese dall’invasione italiana: Selassiè, infatti, è considerato Dio incarnato; è la figura chiave che guida la vittoria finale e il riscatto del popolo africano e degli oppressi. Secondo la tradizione giudaico-cristiana, invece, il termine deriva dall’ebraico Har Megiddo (Monte Megiddo), luogo citato nell’Apocalisse, e rappresenta il raduno dei re della terra per la guerra nel gran giorno di Dio Onnipotente, cioè la metafora della fine del mondo o scontro decisivo tra bene e male. Secondo Michael Bay, infine, gonzo regista hollywoodiano, l’Armageddon è quando Bruce Willis, con la canotta zozza de sugo, salva il mondo dall’asteroide che ha sterminato pure i dinosauri e si convince a dare in sposa la figlia Liv Tyler al trivellatore Ben Affleck mentre Steve Buscemi diventa Tajani e l’astronauta della stazione spaziale russa gestisce la stazione con rutti e scorregge. Di tutte queste favolette, io preferisco quella dei rasta…











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bravissimo