CNN riporta in esclusiva che, secondo l’Intelligence USA, gli iraniani hanno ancora almeno metà della capacità missilistica intatta: tutto merito delle strutture sotterranee, che sono riuscite a proteggere, fino ad oggi, l’arsenale e la capacità produttiva di Teheran. USraele, fino ad oggi, ha provato a renderli inutilizzabili compromettendo l’accesso ai tunnel; nella migliore delle ipotesi, però, questo darebbe a Teheran la possibilità di tornare ad essere letale tanto quanto prima non appena i mercati costringeranno la Coalizione Epstein a cercare perlomeno un cessate il fuoco. Le soluzione allora sono due: 1) si intensificano a dismisura gli attacchi diretti con Bunker Buster che, però, sono rischiosi perché la contraerei iraniana, per quanto degradata – grazie, in particolare, alle piattaforme mobili – è ancora pericolosa e i risultati non sono garantiti; oppure 2) si procede con un’azione di terra, altrettanto rischiosa e con esiti altrettanto incerti e che rischierebbe di prolungare a data da destinarsi la chiusura di Hormuz. Nel frattempo, il Pentagono fa fuori il Generale di più alto grado dell’esercito, il Capo di Stato Maggiore Generale Randy George: gli USA compattano le linee mentre si preparano, in qualche modo, a un’escalation difficile da digerire? Ne parliamo con Enrico Tomaselli.















