In un altro sconclusionato discorso, Trump, questa notte, ha detto tutto il contrario di tutto: l’Iran è sconfitto, ma gli USA sono pronti per un’escalation; ci sarà un negoziato, ma gli Usa se ne andranno comunque tra 2/3 settimane anche se non ci sarà; Hormuz è chiuso, ma non importa; l’Iran avrebbe chiesto un cessate il fuoco, ma si devono decidere a negoziare… Nel frattempo, l’Iran continua lanciare i missili e i mercati, spaventati dal discorso di Trump, hanno fatto salire il petrolio a 108 dollari a barile. La verità potrebbe essere, semplicemente, che l’Iran sta vincendo questa guerra, e, se fosse così, molto lo si dovrebbe alle proprie strategie militari; tra la difesa a mosaico e la resilienza delle capacità balistiche, le forze armate iraniane hanno attratto quelle statunitensi e israeliane esattamente nello scenario di guerra a loro più congeniale, quello di logoramento, di attrito e di insostenibili costi per gli aggressori, al quale si stanno preparando da 40 anni. Ne parliamo con il Generale Maurizio Boni.










