L’allarme arriva da Tucker Carlson: Donald Trump sta considerando l’opzione nucleare per piegare Teheran e costringerla a una capitolazione. Le difficoltà per il leader americano sono evidenti: l’avventura di quattro giorni, che avrebbe dovuto concludersi con la decapitazione del regime e il crollo della Repubblica Islamica, si è trasformata in un pantano per gli USA e una guerra esistenziale per Israele. Nonostante l’imponente spiegamento militare, Israele è a corto di intercettori e l’America sta esaurendo le scorte di Tomahawk; Trump chiama rinforzi e i Paesi arabi, la Turchia e i partner europei ricevono pressioni per intervenire direttamente. La chiusura dello Stretto di Hormuz disposta da Teheran agisce come una vera e propria opzione nucleare sui mercati energetici, le rotte commerciali e le catene di approvvigionamento, rischiando di innescare una crisi fine di mondo dei prezzi dei carburanti con ricaduta sui mercati internazionali: i bombardamenti e le minacce sull’isolotto di Kharg, terminale off shore dell’export petrolifero iraniano, non servono a nulla. Lo shock point resta chiuso, sigillato: in preda alla disperazione, Trump ha chiesto a tutti i Paesi colpiti dalla chiusura di mandare navi da scorta, di fare qualcosa. Quale sarà la sua prossima mossa? Quali vie d’uscita ha davanti per risolvere la crisi iraniana, prima che Teheran faccia crollare il sistema del petrodollaro? Ne parliamo con Stefano Orsi e Francesco Dall’Aglio a La Bolla, il format geopolitico di Ottolina Tv condotto da Clara Statello.
















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