Il Marru
I timori sull’impatto dell’AI sono tornati a scuotere i listini USA ieri: IBM ha segnato il peggior crollo degli ultimi 25 anni e, sebbene non occupi più le prime pagine da un po’, parliamo comunque di un gruppo che, ancora ad oggi, vanta oltre 200 miliardi di capitalizzazione; fosse quotata in un Paese Ue, sarebbe nella top 10 del continente, per dire. Come riporta Bloomberg, “Tutto è iniziato dopo che nel fine settimana è stato pubblicato un rapporto ribassista da una società poco conosciuta chiamata Citrini Research”: “Il rapporto, pubblicato domenica sui social media, ha delineato i potenziali rischi per vari segmenti dell’economia globale, utilizzando scenari ipotetici ambientati nel futuro, indicando specificamente i servizi di consegna di cibo a domicilio e le società di carte di credito come quelli in difficoltà”; nello specifico di IBM, poi, è arrivato un post sul blog di Anthropic che sottolineava come “lo strumento Claude Code può aiutare a modernizzare COBOL, un linguaggio di programmazione obsoleto che viene eseguito principalmente sui computer IBM”. “Citrini Research, fondata da James van Geelen , ha presentato uno scenario ambientato nel giugno 2028, in cui la rivoluzione dell’intelligenza artificiale ha causato una disoccupazione di massa tra i colletti bianchi, un calo della spesa al consumo, insolvenze sui prestiti garantiti da software e una contrazione economica. Tra i vari risultati discussi in questo esercizio di riflessione, Citrini ha delineato una situazione in cui il predominio delle app di consegna come DoorDash e Uber Eats viene soppiantato da alternative vibe-coded. Crediamo fermamente che il commercio agentico trasformerà radicalmente il settore, ha affermato Andy Fang, co-fondatore di DoorDash, in un post su X in risposta a Citrini. Il terreno si sta muovendo sotto i nostri piedi e il settore dovrà adattarsi”; “Il rapporto di Citrini descrive uno scenario potenziale in cui gli agenti di intelligenza artificiale cercano di far risparmiare denaro agli utenti eliminando le commissioni di transazione applicate dalle società di elaborazione dei pagamenti come Mastercard e Visa. Siamo certi che alcuni di questi scenari non si materializzeranno, si legge nel rapporto. Come investitori, abbiamo ancora tempo per valutare quanta parte dei nostri portafogli sia costruita su ipotesi che non sopravvivranno al decennio”.
Secondo uno dei due autori del rapporto Citrini, “I progressi dell’intelligenza artificiale potrebbero ridurre l’occupazione impiegatizia del 5% nei prossimi 18 mesi, con gli Stati Uniti tra i Paesi più colpiti senza interventi politici”; “I governi dovrebbero valutare la possibilità di tassare i guadagni incrementali o inattesi derivanti dall’intelligenza artificiale per compensare la disoccupazione e proteggere la domanda dei consumatori, ha affermato, avvertendo che i settori ad alta intensità di servizi, come assicurazioni e banche, corrono rischi maggiori”: “Tra i risultati discussi, la rimozione dei colletti bianchi crea un circolo vizioso in cui le aziende tagliano posti di lavoro per aumentare i margini e reinvestono i risparmi nell’intelligenza artificiale, consentendo ulteriori tagli. Ciò indebolisce la domanda in settori basati sull’intermediazione come finanza, assicurazioni e software”. La portata della reazione dei mercati a questo rapporto ha sorpreso gli stessi autori, ed è indicativa del livello di panico che mette ogni giorno più a rischio la tenuta dello Schema Ponzi del mercato azionario USA; per ora, è un altro capitolo del grande romanzo del ritorno alla volatilità che sta facendo felici i trader.

“I trader europei celebrano una performance record per il decennio”, titola il Financial Times: “Nel 2025”, riporta l’articolo, “le più grandi banche d’investimento europee hanno registrato i ricavi da negoziazione più elevati degli ultimi dieci anni, dopo che le turbolenze geopolitiche e i progressi dell’intelligenza artificiale hanno scosso i mercati”; “Lo scorso anno Deutsche Bank, BNP Paribas, Société Générale, Barclays e UBS hanno registrato un fatturato complessivo di 43,9 miliardi di euro in azioni e titoli a reddito fisso, valute e materie prime (FICC), registrando la migliore performance collettiva almeno dal 2015”.
Importante approfondimento del Financial Times sul ruolo delle assicurazioni nel capitalismo finanziario globale:

“Come le assicurazioni sono diventate la linfa vitale del capitale privato”, titola. Da Apollo Global a Blackstone, passando per KKR, il giochino è sempre il solito: “utilizzare le assicurazioni sulla vita per finanziare i prestiti e trarre profitto dalla differenza”; chi è rimasto fuori dalla prima ondata, sta cercando ora di riconquistare quote di mercato “spingendo verso attività sempre più rischiose” e, così, “alimentando un boom del credito privato che minaccia conseguenze che potrebbero rovinare la festa a tutti”. Il caso preso in esame dall’articolo è quello del fondo britannico di Private Equity Aquarian che, pur di accaparrarsi Brighthouse Financial (“una delle poche compagnie di assicurazione sulla vita statunitense rimaste al di fuori del controllo del capitale privato”), è arrivata a sganciare 4,1 miliardi; gli altri gestori patrimoniali l’avevano valutata circa la metà.
Il Soddu
Accordo USA-Indonesia sul nichel minaccia il dominio cinese. Un nuovo patto tra Washington e Giacarta concede agli Stati Uniti accesso illimitato alle immense riserve di nichel indonesiano, erodendo la posizione dominante e preferenziale della Cina nel settore: gli analisti parlano di un chiaro riorientamento delle catene di fornitura globali per batterie e veicoli elettrici. Pechino rischia di perdere influenza strategica su un minerale critico.
Trump annuncia nuovi dazi: l’Asia si prepara alla ritorsione cinese. Pechino ha già avvertito di contromisure dopo il piano tariffario di Trump: le nuove misure accelerano il trasferimento di manifattura labour-intensive dalla Cina verso il Sud-Est Asiatico. Incertezza tariffaria e rischi valutari destabilizzano commercio e finanza regionale; i governi asiatici valutano opzioni di diversificazione urgente.
Giappone preoccupato per i nuovi dazi USA da 150 giorni. Tokyo ha trasmesso formalmente a Washington le proprie riserve sui termini dei dazi temporanei di 150 giorni: il Giappone chiede di non ricevere un trattamento peggiore rispetto agli accordi 2025, mentre gestisce contemporaneamente le tensioni commerciali con la Cina e l’incertezza globale.
Mercati asiatici misti alla riapertura cinese; Hang Seng in calo. Nikkei segna un +0,9 % e gli indici cinesi continentali oltre il +1 % al rientro dalle vacanze del Capodanno Lunare, ma l’Hang Seng scende al -1,9 %: il sell-off tech di Wall Street sui timori IA e le tariffe di Trump pesa sul sentiment; gli investitori attendono segnali più chiari di stimolo a Pechino.
La Cina pone 20 aziende giapponesi sotto controllo export per “rimilitarizzazione”. Pechino ha inserito 20 entità giapponesi (tra cui filiali Mitsubishi nel settore difesa e cantieristica) nella lista di controllo dei beni dual-use: la mossa è esplicitamente motivata dalla necessità di contrastare la spinta al riarmo di Tokyo e proteggere la sicurezza nazionale; tensioni bilaterali in forte escalation.
Washington accusa Pechino di “espansione massiccia” dell’arsenale nucleare. Il Dipartimento di Stato USA denuncia che la Cina ha massicciamente espanso il proprio arsenale nucleare senza trasparenza; Pechino respinge le accuse come calunnie e ribadisce di non voler alcuna corsa agli armamenti, chiedendo invece disarmo multilaterale: allarme globale sulla stabilità strategica.
Tensioni USA-Cina: vendite armi a Taiwan in forse per il summit Trump-Xi. Washington starebbe valutando di rinviare il pacchetto da 20 miliardi di dollari di armi a Taiwan per non compromettere la visita di Trump a Pechino (31 marzo-2 aprile); Xi aveva avvertito che tale mossa potrebbe sabotare l’incontro: preoccupazione crescente a Taipei.
Seoul riduce le esercitazioni congiunte con gli USA: rischio spaccatura. La Corea del Sud spinge per tagliare le esercitazioni militari congiunte con Washington, suscitando resistenza americana e ritardi nei briefing: la mossa è letta come riluttanza di Seoul a coinvolgere le forze USA in uno scontro diretto con la Cina; raro attrito nell’alleanza.
Ale
Il terremoto provocato dallo scandalo degli Epstein files continua a scuotere il Regno Unito e il governo di Keir Starmer: gli agenti di Scotland Yard hanno arrestato Peter Mandelson, ex eminenza grigia del New Labour di Tony Blair, ex ministro e ambasciatore britannico negli Stati Uniti; sempre su Epstein, secondo un interessante inchiesta pubblicata dal Telegraph e ripresa dal New York Post, il finanziere pedofilo aveva creato una rete parallela di unità di deposito sparse negli Stati Uniti per custodire materiale potenzialmente esplosivo, spostandolo con l’aiuto di investigatori privati ogni volta che le autorità si avvicinavano. Non solo: oggi su POLITICO riportano che anche Barbro Ehnbom, nota in Svezia per i programmi Tv per aumentare la leadership femminile, aveva un solido rapporto con Jeffrey per il quale selezionava ragazze top per incontrarlo; le centinaia di mail tra i due suggeriscono anche che Epstein depositava frequentemente $ 25.000 alle organizzazioni legate a Ehnbom. Ehnbom, oggi 80enne, ha insegnato Diritto commerciale ed Etica alla Stockholm School of Economics ed è stata membro del consiglio di amministrazione della Camera di commercio svedese-americana.















