Mai – una – gioia! E noi che già ci immaginavamo la fine della NATO, la von der Leyen presidiare in prima persona le coste groenlandesi, Carlo Calenda guidare un assalto alla baionetta contro l’invasore americano… E, invece, nulla: l’Occidente riprenderà, unito come prima, a creare problemi al resto del mondo. Trump l’ha avuta vinta anche stavolta? O, sulla Groenlandia, si tratta di una clamorosa ritirata? Se solo ora cominciano le vere negoziazioni, come annunciato ieri dal presidente americano su Truth, in che misura e in che tempi si farà? In ogni caso, i leader europei (e il capitale che rappresentano) riprenderanno il vecchio business as usual o, comunque vada, qualcosa si è irrimediabilmente rotto? E, soprattutto: è vera la storia dell’allarme incendio o, semplicemente, nessuno voleva Lilli Gruber tra i coglioni? Lo vedremo. Quel che è sicuro è che questo grottesco baraccone di Davos, fatto da (alle volte comici) feroci criminali, tra bisticci interni e colazioni luculliane sta continuando a portare avanti il genocidio lento del popolo palestinese; e mentre a Gaza si continua a morire di freddo e di stenti, il board of Gaza creato da Trump è quasi pronto. Resta da capire, oltre ai sionisti e agli americani, quali comparse ne faranno parte, come si spartiranno il bottino e fin dove si spingeranno con i palestinesi.















