Mentre si svolge lo psicodramma euroatlantico sulla Groenlandia, le trattative sull’Ucraina giungono ad un vicolo cieco per l’ennesima volta, ma, stavolta, potrebbe non esserci un punto di ritorno. Il sequestro di Maduro e della petroliera russa Marinera hanno esacerbato i rapporti tra Russia e Stati Uniti; gli attacchi con Oreshnik e missili balistici lasciano intuire che Mosca è decisa a mettere da parte la via diplomatica e raggiungere i propri obiettivi con mezzi militari, a qualsiasi costo. Cosa accadrà se non si troverà al più presto un accordo? Si andrà allo scontro diretto tra Russia e Europa, uno scontro che degenererà in guerra nucleare: così ha risposto a Tucker Carlson uno dei più influenti politologi russi, Sergey Karaganov.
















Il nord della Groenlandia non è molto distante dalla Siberia; il fatto mi fa sospettare che la diatriba EU USA potrebbe anche nascondere una tattica per avvicinarsi alla Siberia russa: fregnaccia a no, la mia mi induce ad una riflessione : per meglio comprendere le motivazioni dei conflittiin atto, dovbremmo forse osservare il mondo non dall’equatore quanto con punto di vista dal polo nord: forse potremmo comprendere che l’Europa si trova non più al centro dei commerci mondiali come prima ma periferia, essendosi spostato il baaricentro dei commerci dal nord atlantico all’oceano indiano: aprirsi una strada verso dale baricentro giustificherebbe il conflitto in Ucraina (corridoio comerciale Polonia Ucraina, est turchia, Siria, Israele, mar rosso), come le tensioni in Groenlandia e poi, ne sono certo in Siberia