Dopo l’ignobile tradimento di quelli che un tempo erano stati guardiani e amici, quando le tenebre sembravano aver avuto, alla fine, il sopravvento e ogni speranza essersi smarrita, ecco una luce levarsi all’orizzonte e un corno suonare in lontananza: è quello di Tajani e Calenda, Gentiloni, Monti, Prodi! Suonano la carica dei Guerrieri d’Europa, pronti a difendere con la vita (degli altri) i vincoli di Maastricht, la guerra e il riarmo. Gli europeisti sono letteralmente in estasi: dopo giorni di disperazione per la possibile tregua in Ucraina, per il veto del Belgio alla possibilità di rubare soldi non nostri e, infine, il disprezzo per Macron e von der Leyen dimostrato da Trump e Musk, sulle pagine de La Stampa, de La Repubblica e del Corriere si è finalmente passati al contrattacco; e, probabilmente sotto l’effetto di droghe eccitanti, è da circa 48 ore ininterrotte che i giornalisti delle redazioni vengono costretti a intervistare tutti gli europeisti di lusso e padri nobili dell’euro che hanno in agenda. L’obiettivo? Far loro emettere, per l’ennesima volta, gli stessi polisillabi che emettono da anni a questa parte e che, però, sono ancora in grado di scaldare i cuori e l’immaginazione di tutti gli ZTL italiani: “Con Kiev fino alla vittoria, più Europa, riforme, riarmo”. E la ciliegina sulla torta: una nuova manifestazione per l’Europa nello stile di quella invocata da Serra a marzo scorso. Sinceramente, noi non vediamo l’ora. E voi?















