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Calenda e Picierno come i nazisti censurano un evento sulla russofobia a Torino – ft. Angelo D’Orsi

OttolinaTV by OttolinaTV
10/11/2025
in In evidenza, Intervist8lina, Italia, Russia
0

Fresco di tattoo del tritone ucraino sul braccio, Carlo Calenda ha deciso di mostrare (ancora una volta) al mondo perché liberali e nazisti sono sempre andati così  tanto d’accordo; e, insieme all’altra bimba di Bandera, Pina Picerno, si sono messi anima e corpo nell’ennesimo tentativo di violare la costituzione e impedire a chi la pensa diversamente da loro di parlare. Indovinate un po’? Ce l’hanno fatta, e a rimetterci, questa volta, sono state due figure che il nostro pubblico conosce molto bene: il giornalista Vincenzo Lorusso e uno dei più importanti intellettuali italiani, Angelo d’Orsi.

Ma andiamo con ordine: il 12 novembre, Angelo D’Orsi, professore per 47 anni di Storia del pensiero politico a Torino e uno dei massimi studiosi di Gramsci, doveva tenere una conferenza su Russofobia, russofilia, verità al Polo del 900 a Torino organizzata dall’Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, una conferenza a cui si sarebbe collegato anche Vincenzo Lorusso in quanto giornalista esperto della guerra civile in Donbass e autore di un libro sulla russofobia. In qualunque Paese democratico, o anche solo liberale, la cosa sarebbe dovuta passare abbastanza inosservata, trattandosi di un evento in cui venivano semplicemente analizzati dei fatti ed espresse pacificamente delle opinioni; ma, purtroppo, da molto tempo non è più il caso dell’Italia, dove da anni, ormai, basta praticamente che compaia nel titolo di un qualche evento la parola “Russia”, non seguita da qualche insulto o malcelata dichiarazione di guerra, per far scattare immediatamente la macchina del fango della propaganda e della censura. Metodi da battaglione Azov e, quindi, immediatamente implementati dal nostro Carlo Calenda che, forse in cerca di vendetta dopo essere stato così malamente bullizzato da Jeffrey Sachs, giovedì scorso ha pubblicato questo post: “Mi segnalano che questa cosa, cioè l’evento, è organizzata dall’Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti. Un gruppo di anime belle che evidentemente considera Putin un democratico e non un dittatore fascista”. E siccome molti dirigenti dell’ANPPIA sono del Partito Democratico, Calenda chiede poi a a Elly Schlein e al sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, di intervenire, con i consueti toni da liberale che lo contraddistinguono: “Evitiamo questo schifo?”.

A questo punto si apre la polemica e, sentito odore di sangue russo, interviene anche Pina Picierno, vicepresidente Dem del Parlamento europeo e sempre in prima linea a chiedere di silenziare le voci dalla Russia (come fece, a luglio, per l’esibizione del direttore d’orchestra Valery Gergiev nella Reggia di Caserta), così come di quella di tutti gli italiani che, da 3 anni, chiedono la fine della carneficina in Ucraina: Picierno chiama il sindaco Lo Russo chiedendogli di intervenire per far annullare l’iniziativa; lui, come ha racconta al Fatto Quotidiano, prende in carico la richiesta e chiama a sua volta Rosanna Purchia, Assessora alla Cultura, la quale si mette in contatto con il Polo del 900, ma il problema era già risolto, visto che l’iniziativa era già stata annullata dal Polo del 900. A quel punto, Picierno scrive su X: “L’evento di propaganda putiniana previsto al Polo del 900 per il 12 novembre è stato annullato. Ringrazio il sindaco di Torino, Stefano Lorusso, per la sensibilità, il Polo del 900 e tutti coloro che si sono mobilitati a livello locale e nazionale”.

Insomma: morale della favola, l’ennesimo evento culturale viene censurato in nome della libertà e della democrazia e della lotta ai regimi autoritari; adesso non ci rimane che aspettare le lacrime di Fiano che paragona d’Orsi alle vittime dell’Olocausto, la dissociazione di Elly Schlein dalla sua eurodeputata e dal suo sindaco affinché D’Orsi possa parlare liberamente e il vibrante appello di Mattarella, massimo custode della Costituzione, contro ogni forma di censura e discriminazione. Ma, nel mentre che aspettiamo, giusto per ingannare un po’ il tempo abbiamo intervistato proprio il professor Angelo d’Orsi, il quale  ci ha raccontato cosa significa subire in prima persona un attentato ai propri diritti fondamentali.

Tags: angelo d'orsicarlo calendacensurapina piciernopropaganda putinianarussiarussofobiatorino
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