L’incontro tra Trump e Putin che si sarebbe dovuto tenere questo giovedì a Budapest in Ungheria è saltato: dopo la telefonata preparatoria con Lavrov, Rubio ha dichiarato che un vertice adesso “probabilmente non porterebbe risultati positivi nei negoziati di pace”; e anche Trump, ieri, rispondendo a una domanda della stampa, ha affermato di non voler perdere tempo e sprecare un incontro con il presidente russo. Un’agenzia di Reuters di stamattina ci aiuta a capire meglio cosa è successo: due funzionari statunitensi hanno riferito all’agenzia britannica che, in un documento riservato inviato agli Stati Uniti lo scorso fine settimana, Mosca ha ribadito la sua richiesta di stabilire il controllo su tutta la regione del Donbass e di non accettare nessuna truppa NATO in Ucraina come parte di un accordo di pace; a Trump la cosa potrebbe anche andar bene, ma sia Zelensky che i principali Paesi europei sono invece, ormai da qualche mese a questa parte, sulla posizione di far partire immediatamente un cessate il fuoco e, quindi, di congelare la linea del fronte prima di riprendere dei veri negoziati per “una pace duratura”. Per questo, ieri, Lavrov ha accusato l’Unione europea e la NATO “di lavorare per ostacolare ogni cosa. Non c’è nessuna questione che li interessi, tranne come danneggiare la Russia, minare le nostre posizioni e rendere più difficili rapporti e negoziati”.















