E poi ci chiediamo perché il mondo odia l’Occidente; e poi ci chiediamo perché c’è stato il 7 ottobre. Secondo Politico, che ha intervistato diversi funzionari europei in condizione di anonimato, gli Stati dell’Unione sarebbero pronti a revocare tutte le (misere) restrizioni ai rapporti politici e commerciali a Israele, messe in questi 2 anni, e cogliere l’opportunità di questo sporco cessate il fuoco a Gaza per fare un grande reset e riprendere il business as usual, come se nulla fosse successo. “Finalmente!” avranno pensato i leader e alcune grandi aziende europee: “Adesso che c’è la tregua e nessuno parlerà più di genocidio, potremo tornare a fare tutti gli affari che vogliamo e collaborare in santa pace alla colonizzazione della Palestina”. La scorsa settimana, anche il nuovo ambasciatore israeliano presso l’Ue aveva dichiarato che l’Unione avrebbe dovuto revocare tutte le sue minacce di sanzioni e ripristinare la piena cooperazione bilaterale perché “la tregua significa che non c’è motivo per le restrizioni di rimanere in vigore.” (Sic… Ma purtroppo è esattamente questa la narrazione che da oggi cercheranno di far passare); i leader dell’Ue dovrebbero riunirsi per un vertice a Bruxelles il 23 ottobre dove, probabilmente, definiranno una linea comune: “Il test chiave per consentire all’Ue di allentare la sua pressione su Israele” si legge su Politico “è se i palestinesi ottengono il cibo e le forniture che richiedono urgentemente”. Insomma: se Israele riprenderà a consegnare gli aiuti umanitari, sparisce la colonizzazione della Cisgiordania, sparisce l’occupazione illegale di Gaza, spariscono questi due anni di macelleria e tentata deportazione di un popolo dalla sua terra.
E poi ci chiediamo perché il mondo odia l’Occidente. E poi ci chiediamo perché c’è stato il 7 ottobre.










