Gli italiani dicono no al genocidio. La chiave di lettura della grande giornata di sciopero generale di ieri è chiara: ci fermiamo davanti al distruzione programmata del popolo palestinese, non vogliamo essere complici di questo crimine contro l’umanità. Anni e anni di Hasbara, milioni di dollari ed euro spesi in bot, campagne di influenza e disinformazione non hanno funzionato: il popolo impone la verità e non è quella che piace a Littorio Feltri o a David Parenzo; nonostante il boicottaggio dei sindacati confederali, che hanno scelto in maniera settaria di lanciare una mobilitazione di facciata lo scorso venerdì, decine di migliaia di lavoratori, ferrovieri, camalli, insegnanti, tramvieri e tanti tanti tanti studenti medi hanno deciso di aderire allo sciopero generale dei sindacati di base, scendere in piazza, prendersi le strade, bloccare porti, ferrovie e autostrade. Le proteste hanno animato oltre 75 città, dall’estremo nord all’estremo sud, al grido di basta genocidio, Palestina libera. Il primo elemento: gli italiani finalmente capiscono di poter contare qualcosa anche senza i sindacati giallo-confederale. Il secondo elemento: il potere ha paura e cerca di discreditare in tutti i modi possibili la grande dimostrazione di popolo avvenuta ieri.











Ma c’è ancora qualcuno che legge quel giornale dimm di Sallusti?
Come diceva il caporedattore in “Tutti gli uomini del Presidente” ai due giovani cronisti : “ …teneteli per le palle, cuore e cervello seguiranno”.