L’ora X è arrivata: non è il momento della liberazione o della vittoria; è il momento della soluzione finale. Nella notte, Israele ha lanciato l’operazione per conquistare Gaza: si concluderà con l’eliminazione dei palestinesi dal territorio, o per pulizia etnica o per eliminazione fisica; ha la benedizione della Casa Bianca. Dopo i primi (ma pochissimi) filmati dei combattimenti di stanotte, arriva la tanto attesa dichiarazione dell’ONU: Israele a Gaza sta commettendo un genocidio. E’ la prima volta che le Nazioni Unite formulano questa accusa in due anni; anzi, in 77 anni: né gli Stati arabi e islamici, riuniti ieri a Doha, sono riusciti a trovare una risposta efficace per fermare il massacro, né i paesi occidentali, difensori del cosiddetto ordine internazionale fondato sulle regole – regole che devono essere rispettate solo dalla Russia, a quanto pare.
Gli Stati Uniti, invece, possono continuare a sbandierare la propria eccezionalità in base alla legge di grilliana memoria noi siamo noi e voi non siete un cazzo: nelle scorse ore, infatti l’esercito statunitense ha attaccato un’altra barca nel mar dei Caraibi, uccidendo tre persone a bordo con il pretesto della lotta alla droga; il Venezuela avverte il mondo di un attacco imminente, ma il mondo resta indifferente, soprattutto il cosiddetto mondo libero. Del resto, i vassalli dell’impero che carte hanno per impedire al loro dominus di fare di nuovo l’America Latina il patio trasero degli Stati Uniti?










