Forrest Trump ha fatto sbroccare Mario Draghi e Christine Lagarde: per salvare il capitalismo USA sullβorlo del baratro, Re Donald vuole in tutti i modi che la FED torni a fare politiche monetarie espansive, che incentivano la crescita; e, fin qui, niente di grave. La FED, perΓ², non Γ¨ per niente convinta e continua a rimandare; e qui iniziano i guai perchΓ© Donald Trump, invece di continuare a fare pressioni sottobancoΒ come hanno sempre fatto tutti, ha deciso di fare Donald Trump: ha chiesto dimissioni, ha offeso a destra e manca e ha minacciato licenziamenti in mondovisione sul suo profilo Truth, in capslock! E’ il piΓΉ sguaiato e plateale attacco allβindipendenza della Banca Centrale di tutti i tempi, un sacrilegio: lβindipendenza delle banche centrali Γ¨ il cuore nevralgico del culto neoliberista. La truffa del secolo: garantisce che, alla fine, a prendere le decisioni – a prescindere dalla volontΓ del popolo – sia esclusivamente un manipolo di tecnocrati e che quelle decisioni siano sempre a favore delle rendite della grande finanza, il pilastro portante della dittatura educata e presentabile delle oligarchie finanziarie. Ed ecco, cosΓ¬, che ora Trump, per salvare il capitalismo, rischia di mettere a rischio lo strumento per eccellenza che gli ha permesso di continuare a sopravvivere negli ultimi decenni. Riusciranno Draghi e Lagarde a salvare il capitalismo in putrefazione dallβavventurismo di Forrest Trump?
Lβera neoliberale Γ¨ finita! E non lo dice il Marru, ma nientepopodimeno che lvi: San MarioPio da Goldman Sachs, lβuomo che, almeno in Europa, sta al neoliberalismo un poβ come San Paolo sta al cristianesimo; il suo vate, il suo cantore, il suo paladino, la sua divinitΓ Β che, dal palco del meeting di Rimini, ha pronunciato queste storiche parole: “Quel mondo Γ¨ finito: questβanno sarΓ ricordato come lβanno in cui questa illusione Γ¨ evaporata”. La fede nel libero scambio e nellβapertura dei mercati? Finita. Lβidea di affidare la gestione dellβeconomia ai mercati? Era uno scherzo. Il ritiro della politica e la dittatura della tecnocrazia? Morto, kaputt. E’ finita unβera: siamo in un mondo nuovo, un mondo dove, sottolinea MarioPio, “Le relazioni commerciali internazionali” non sono piΓΉ “ispirate all’efficienza” e alle fantomatiche “regole multilaterali”, ma alle dure leggi della “geoeconomia”, della “sicurezza” e della “stabilitΓ delle fonti di approvvigionamento”. Insomma: Γ¨ la fine di un sciogno, e proprio sul piΓΉ bello.
A ricordarci quanto sia stato bello quel sogno, il giorno dopo cβha pensato un altro mostro sacro dellβideologia neoliberale: Christine Lagarde. Negli ultimi anni – ha ricordato Christine al prestigioso summit annuale di Jackson Hole – “Le principali Banche Centrali hanno intrapreso il piΓΉ aggressivo inasprimento monetario mai preso nellβarco di una generazione”; il riferimento, ovviamente, Γ¨ allβaumento spregiudicato dei tassi di interesse e agli altri interventi restrittivi messi in campo in particolare da FED e BCE a partire dalla primavera del 2022, che hanno messo fine in modo drastico a un decennio abbondante di politiche monetarie espansive. Nellβarco di pochi mesi, su entrambe le sponde dellβAtlantico i tassi di riferimento sono passati dallo 0 a rispettivamente il 4,5 e il 5,25: di fronte a questa mazzata epocale, ammette Lagarde, “Inizialmente cβerano molte preoccupazioni su come avrebbe potuto influire sul mercato del lavoro”; storicamente infatti, ricorda sempre Lagarde, combattere lβinflazione a colpi di austeritΓ ha sempre avuto conseguenze devastanti sulla crescita e, ovviamente, a cascata, sullβoccupazione. E invece, a questo giro, sottolinea entusiasta la nostra Christine, “Ci siamo trovati in una situazione molto diversa: lβinflazione Γ¨ diminuita drasticamente, ma in termini di occupazione il costo Γ¨ stato decisamente contenuto”, oltre ogni aspettativa: come ricorda Christine, infatti, storicamente “Lβoccupazione tende a crescere a un ritmo pari a circa la metΓ del PIL reale. Tuttavia, tra la fine del 2021 e la metΓ del 2025, mentre il PIL reale Γ¨ cresciuto del 4,3%, lβoccupazione Γ¨ aumentata addirittura del 4,1%, quasi il doppio del normale”; e sapete come Γ¨ stato possibile?
Parafrasando: perchΓ©, dopo 4 decenni di neoliberismo, in Europa Γ¨ tornata la schiavitΓΉ e gli schiavi non si licenziano; al limite, quando il raccolto diminuisce, si affamano. Christine ovviamente, che Γ¨ una raffinata esponente delle Γ©lite, non si esprime esattamente cosΓ¬, ma il senso Γ¨ quello: lβintroduzione di forme moderne e rispettabili di schiavitΓΉ, ricorda la Lagarde, risale agli anni β70. Allora, in Europa, erano ancora diffusi due frutti avvelenati della barbarie socialista: sindacati combattivi e indicizzazione dei salari allβinflazione, volgarmente ribattezzata scala mobile. Risultato: i salari reali crescevano piΓΉ rapidamente della produttivitΓ , vale a dire che mentre la torta cresceva per tutti, in proporzione la fetta che spettava agli zoticoni, che per campare sono costretti a lavorare, invece che diminuire, aumentava; una veva vevgogna! Sβimmagini, contessa, continua Christine, che tra il 1972 e il 1976 la produttivitΓ in Europa era cresciuta del 15%; i salari reali, addirittura del 20. Tra il 2021 e il 2023 sono diminuiti del 2:questa si che Γ¨ civiltΓ , contessa! Vuole mettere? Ed Γ¨ tutto merito del neoliberismo! Si figuri, contessa, che negli anni β70 addirittura piΓΉ della metΓ dei lavoratori del settore privato aveva la scala mobile; si rende conto? Significa che quando lβinflazione galoppava, i lavoratori non ci rimettevano e, al loro posto, ci rimetteva gente come lei, contessa; sβimmagina?
Ovviamente allβinizio, quando abbiamo cominciato a levargliela questa benedetta scala mobile, qualche retrogrado imbevuto di propaganda sovietica ha cercato di opporre resistenza, ma noi abbiamo insistito e, piano piano, la civiltΓ ha prevalso, e oggi la scala mobile riguarda appena il 3% dei lavoratori del settore privato in Europa. Il risultato? Nonostante lβeconomia andasse generalmente a scatafascio, cara contessa – continua Lagarde – “I margini di profitto si sono mantenuti insolitamente elevati”: capisce il miracolo? Prima, quando lβeconomia andava bene, quegli accattoni dei lavoratori ci guadagnavano piΓΉ di quelli come lei; oggi lei si arricchisce sulle loro spalle non solo quando lβeconomia va bene, ma anche quando va malissimo; non Γ¨ un capolavoro? Ma non creda sia stata una passeggiata, eh? Mica Γ¨ tutto merito solo della fine della scala mobile! Nel frattempo, abbiamo reintrodotto anche alcune buone vecchie pratiche che lβinvasione barbarica dei bolscevichi aveva cancellato: si figuri, contessa, che prima che riprendessimo le redini in mano noi, la gente normale, dopo una trentina di anni di catena di montaggio, smetteva di lavorare. Non so esattamente come la chiamino, questa pratica barbarica; pensione, mi pare, una cosa del genere… Purtroppo Γ¨ una pratica che ancora non siamo riusciti a debellare del tutto; perΓ², insomma, solo 30 anni era proprio intollerabile. Ora, almeno 40, 45 anni tocca a tutti: mi pare il minimo! E poi, siccome gli schiavi nostri cominciavano a scarseggiare, abbiamo avuto anche il colpo di genio: li siamo andati a prendere anche in giro per il mondo! Lo sa, contessa: quelle sono persone umili, non come i nostri, che si sono montati la testa, e senza il loro contributo oggi “Le condizioni del mercato del lavoro sarebbero piΓΉ rigide” – che, in soldoni, significa, cara contessa, meno profitti. Capisce che bel lavorino che abbiamo fatto?
Alla fine, se Christine sia riuscita o meno a convincere la contessa e tutta la sua classe non lo sappiamo, come non sappiamo se lβabbia convinta lβappello accorato di San MarioPio; quello che possiamo immaginare Γ¨ a chi si stessero rivolgendo e perchΓ©. MarioPio e Christine, infatti, condividono un dato biografico fondamentale:Β sono due banchieri centrali, i commander in chief che si sono succeduti alla guida della famigerata Banca Centrale Europea, lβistituzione per eccellenza del nuovo ordine neoliberale che ci Γ¨ stato imposto negli ultimi decenni. E, da banchieri centrali, condividono unβidea fondamentale: non cβΓ¨ cosa piΓΉ sacra, nel culto neoliberale, dellβindipendenza delle Banche Centrali; un simulacro che oggi Γ¨ stato preso dβassalto da un bifolco mangia-panini che, sventura delle sventure, Γ¨ arrivato addirittura a occupare la Casa Bianca. Lβimpresentabile, lβeretico, Donald Trump.
Donald Trump ha iniziato a bullizzare il presidente della FED da lui stesso nominato, Jerome Powell, sin dai primi mesi del suo mandato, iniziato ormai oltre 7 anni fa; in campagna elettorale Γ¨ tornato alla carica, chiedendo la sua testa e, da quando Γ¨ in carica, non passa giorno che dal suo profilo Truth non arrivi qualche insulto colorito. Quello che Trump continua a chiedere incessantemente sin dallβinizio sono politiche monetarie piΓΉ espansive, in grado di incentivare una crescita economica piΓΉ sostenuta; Powell lo ha sempre rimbalzato, invocando a se tutti i sacri poteri del sacerdote del culto dellβindipendenza della FED. Preso tra mille fuochi incrociati, a un certo punto Trump, anche su consiglio del suo inseparabile compagno sorosiano Scott Bessent, era sembrato desistere, ma solo per tornare alla carica non appena qualche indicatore economico non andava esattamente come sperato, come quando il Bureau of Labour Statistics ha rivisto al ribasso le statistiche sullβandamento dellβoccupazione negli USA. Trump, prima, ha licenziato la responsabile, Erika McEntarfer, dicendo che era tutta fuffa e poi, perΓ², come se niente fosse, ha usato quelle stesse statistiche per tornare alla carica di Powell: “Il board dovrebbe prendere il controllo, e fare finalmente quello che tutti sanno andrebbe fatto” ha scritto su Truth.
Il problema, perΓ², Γ¨ che anche nel board Trump Γ¨ in minoranza. Si tratta di 7 voti in tutto: per avere la maggioranza ne servono quattro; due, Michelle Bowman e Christopher Waller, sono bimbe di Trump di vecchia data. Un terzo voto Γ¨ arrivato dal cielo il primo agosto, quando Adriana Kugler ha annunciato le sue dimissioni: motivazioni? Boh, mistero; lβunica cosa che sappiamo Γ¨ che non era per niente favorevole ad allentare la stretta e che a nominare il sostituto toccava a Re Donald. Quelli nel suo entourage che puntano a una tregua con la grande finanza, suggerivano un nome lontano dai riflettori, vicino allβamministrazione, magari, ma autorevole e stimato; Trump ha fatto esattamente il contrario: ha nominato Stephen Miran, il teorico del fantomatico accordo di Mar-a-Lago, lβuomo che voleva imporre agli Stati esteri di comprare titoli del debito a 100 anni in cambio di uno sconto sui dazi e che proponeva esplicitamente di dare al presidente il potere di licenziare presidente e membri del board a suo piacimento. Per avere la maggioranza, a Trump mancava ancora un voto, ma la pressione su Powell cominciava giΓ a diventare insostenibile; ecco, allora, che Powell ha cercato una mediazione e, dal palco del summit annuale di Jackson Hole, ha teso un ramoscello dβulivo: “SΓ¬, Γ¨ vero, lβinflazione Γ¨ ancora sopra i nostri obiettivi, ed Γ¨ messa a rischio dai dazi e sΓ¬, Γ¨ vero, la disoccupazione Γ¨ ancora piuttosto contenuta, come Γ¨ anche vero che nella prima metΓ del 2025 il dollaro si Γ¨ indebolito come non mai negli ultimi 50 anni. Di solito, i falchi come me, di fronte a questi dati, annuncerebbero ancora tassi alti per un poβ, tanto, come ci ha spiegato la nostra Christine, a pagare sono i salari, mica i profitti. PerΓ² dai, a questo giro voglio venire incontro al mio amico Donald: nonostante questi dati, a meno di altre sorprese, un tagliettino te lo concediamo”.
Non Γ¨ servito a molto, anzi: “Lo chiamo Mister Troppo Tardi per un motivo” ha commentato Trump; “Avrebbe dovuto tagliarli un anno fa. Adesso Γ¨ troppo tardi”. E, invece di accogliere il ramoscello di ulivo, ha rilanciato: con uno dei suoi soliti messaggi su Truth, ha fatto sapere di aver chiesto le dimissioni di uno dei 7 componenti del consiglio dei governatori della FED. E’ la prima volta in assoluto in oltre un secolo: si chiama Lisa Cook e, di sicuro, non merita la nostra compassione. Da banchiera centrale fa la maestrina ed Γ¨ sempre pronta a chiedere sacrifici a chi lavora in nome del rigore finanziario; nel privato, poi, fa carte false per farsi fare lo sconto sui mutui che ha chiesto per comprarsi due case: roba da ladri di polli, e per zio Donnie unβoccasione dβoro per ottenere la maggioranza nel board e un messaggio chiaro, che piΓΉ chiaro non si puΓ². Caro Jerome, cara Christine, caro MarioPio, cari Wall Street Journal, Financial Times, Bloomberg, cari fondi, la musica Γ¨ finita: cβΓ¨ un nuovo sceriffo in cittΓ .
Ma perchΓ© lβindipendenza della Banca Centrale ha un ruolo cosΓ¬ fondamentale nel culto neoliberale da essere considerata intoccabile e indiscutibile? IΒ fuffaguru del mainstream provano a dare una spiegazione razionale: lβindipendenza della Banca Centrale sarebbe indispensabile per garantire la capacitΓ di tenere a bada lβinflazione. Significa che i mercati possono stare sereni: non cβΓ¨ politico populista che tenga, non cβΓ¨ volontΓ popolare da temere; costi quel che costi, la Banca Centrale farΓ sempre quello che Γ¨ necessario, e anche sufficiente, per impedire il ritorno dellβinflazione. Peccato si tratti di un atto di fede che, spesso e volentieri, fa a cazzotti con i fatti, tanto da assomigliare spesso, piΓΉ che a un atto di fede, a una vera e propria truffa. Come sottolinea lβeconomista britannico Michael Roberts sul suo blog The Next Recession, “Lβindipendenza della Banca Centrale si Γ¨ sviluppata non perchΓ© fosse piΓΉ efficiente nel controllare lβinflazione o nellβevitare crolli finanziari, ma perchΓ© consente al settore finanziario di gestire le sue rendite a discapito dei salari e del valore reale, senza correre il rischio che venga messo in discussione da un eventuale governo democraticamente eletto”.
Lβindipendenza della Banca Centrale Γ¨ il cuore nevralgico del colpo di Stato che ha portato alla dittatura del capitalismo finanziario, quella dittatura che ha portato a tutti i vantaggi per i piΓΉ ricchi illustrati dalla Lagarde; come ogni dittatura oligarchica, questo sistema ha creato contraddizioni insanabili: Forrest Trump ha lβarduo compito di provare a rivoluzionare il sistema per provare risolvere queste contraddizioni e continuare a garantire i privilegi dei piΓΉ ricchi nei decenni a venire. Draghi e Lagarde condividono questi obiettivi, ma sono terrorizzati dal fatto che Trump, insieme allβacqua sporca, rischia di buttare via anche il bambino e che, una volta svelata la truffa del culto dellβindipendenza delle Banche Centrali, dopo Trump possa arrivare qualcuno che ne approfitta per far fare alle Banche Centrali gli interessi del popolo, invece che quelli delle Γ©lite finanziarie. E tu da che parte stai? Faccelo sapere nei commenti e, se ti Γ¨ piaciuto questo video, faccelo sapere con un bel like; se ti interessano altri contenuti come questo, invece, visita il nostro sito, oppure i nostri profili su tutte le piattaforme social. Iscriviti e attiva tutte le notifiche: il nostro lavoro Γ¨ totalmente indipendente e dipende solo dal suo sostegno. Se vuoi aiutarci a continuare a farlo in piena autonomia e libertΓ , aderisci alla camapagna di sottoscrizione di Ottolina Tv su GoFundMe e su PayPal.
E chi non aderisce Γ¨ San MarioPio da Goldman Sachs
















Come posso dire ? Non fa una piega. E dentro uno stile arioso e sarcastico, fortemente ancorato alla storia recenteβ¦che poi Γ¨ quella di sempreβ¦ampiamente descritta da Karl Marx, lo scienziato sociale intendo, non il profeta.
Grazie e a presto.
grazie mille