Oggi si piange l’anniversario del lancio della bomba atomica americana su Hiroshima, avvenuto 80 anni fa, seguito dal lancio su Nagasaki il 9 agosto 1945, che, con due semplici gesti, causarono la morte di più di 200.000 persone tra morti immediate e conseguenze dovute alle radiazioni: a effettuare la ricognizione su Hiroshima prima del lancio della bomba fu Claude Eatherly, un aviatore di 27 anni che passò il resto della sua vita a cercare disperatamente di spiegare agli americani l’atto spaventoso e il terribile errore che aveva commesso, ma per impedirgli di diffondere il suo messaggio, Eatherly fu chiuso in manicomio per il resto della sua vita. Il 22 e 23 giugno scorso, il presidente Trump ordinò il lancio di bombe americane di profondità sui siti nucleari dell’Iran (e incidentalmente sulla prigione di Evin, per far uscire i detenuti e uccidendone la metà); a seguito di questo atto, Trump disse “Non voglio fare l’esempio di Hiroshima o Nagasaki, ma in sostanza è stata la stessa cosa”: l’attacco americano “ha posto fine a una guerra”. In altre parole, la bomba su Hiroshima è stata utile e giustificata perché ha fatto finire la guerra e, dunque, tutto quello che fa finire una guerra, anche a costo di una distruzione più grave della guerra stessa, è ben fatto, anche il genocidio (che altro è stato Hiroshima?). La novità è che quello che, finora, è stato motivo di grande vergogna per il mondo occidentale, diventa motivo di vanto: il significante delle parole è stato completamente rovesciato – pace, guerra umanitaria… sono tutte parole che oggi si usano per indicare la guerra – mentre la città umanitaria è un campo di concentramento! Ma vantarsi di un’operazione simile a Hiroshima è qualcosa di più che cambiare un significante: vuol dire cambiare il significato di un atto di cui il mondo occidentale si è giustamente vergognato fino a questo momento! Cambiare il significante rileva dell’inganno e della menzogna, ma cambiare il significato vuol dire rovesciare il mondo, il senso della vita e il suo valore. Non è nemmeno un colpo di Stato: è un colpo di Mondo! Pier Giorgio Ardeni, Ginevra Bompiani e Alessandro Bartoloni ne hanno parlato su Ottosofia.










