Con la guerra dei dodici giorni, Israele ha fallito nel suo tentativo di colpire l’Iran: nessun obiettivo strategico centrato, nessun indebolimento del nemico, il programma nucleare iraniano proseguirà. Teheran è rimasta in piedi, più salda che mai, mentre l’immagine di invincibilità di Tel Aviv e del suo sistema di difesa missilistica si sgretola; dopo mesi di retorica bellicista, il bluff è emerso in tutta la sua fragilità e l’asse della resistenza (da Hezbollah agli Houthi) esce rafforzato, compatto e determinato. Il mondo assiste al tramonto dell’arroganza israeliana e all’ascesa di un nuovo equilibrio multipolare anche in Medio Oriente.















