“Un bambino un giorno andò fuori a giocare, quando aprì la porta di casa egli vide il mondo. Nel passare attraverso la porta per uscire causò un riflesso. Il male era nato. Il male era nato e seguiva il bambino.”
(mi scusi, cosa significa?)
“Una vecchia storia. E c’è un’altra versione. Una fanciullina andò fuori a giocare e si perse nella piazza del mercato. Come una creatura incompiuta.”
“Ma non è qualcosa di cui lei si possa ricordare. La dimenticanza capita a tutti quanti noi, e io poi sono la peggiore”.
“C’è un omicidio nel suo film?”
(ah no, non fa parte della storia)
“No, credo si sbagli a questo proposito.”
(no)
“Un brutale omicidio di merda, sì!”
(non gradisco questo linguaggio, le cose che sta dicendo. Credo sia ora che vada)
“Lei neanche si ricorderebbe che aveva un conto ancora in sospeso da pagare. Un’azione, qualunque azione, ha delle conseguenze!”
Come al solito, nelle parole dell’unico personaggio positivo del film, l’inquietante vicina di casa, così come nei suoi personaggi speculari (il cowboy di Mulholland Drive e l’uomo del mistero di Strade perdute), c’è tutto il film. E che, anche in questo caso, non si tratti di un personaggio malvagio (come abbiamo spiegato nella puntata su Mulholland Drive), ma di un personaggio che vuole il bene della protagonista, lo capiamo dalla fine del suo arco narrativo, cioè dall’ultima volta in cui lo vediamo, cioè alla fine, quando il mistero pare essersi sciolto e in una delle rarissime volte nel cinema lynchiano possiamo (forse) gioire insieme alla protagonista femminile per il suo sollievo.
Già. Ma chi è la protagonista di Inland empire? Stavolta non è così semplice come per gli altri film. Esattamente: i film precedenti di Lynch sono una passeggiata se paragonati a Inland empire, eppure lo schema è lo stesso. Identico. Gli orrori, i sensi di colpa, le rimozioni… sono sempre gli stessi. Per capire chi è la protagonista del film basta analizzare le frasi chiave della scena con la vicina di casa, la donna del mistero, la cowboy, frasi e parole che, in questo caso, sono un vero e proprio manifesto di quanto sta per accadere; anzi, che è già accaduto, perché la vicina di casa sta ricordando alla protagonista del film ciò che ha fatto, ciò che di terribile ha già fatto. Non è una profezia. E’ un monito, lo stesso che fanno il cowboy e l’uomo del mistero: occhio che se dimentichi, se rimuovi, se non ci fai i conti… sei perduta. Affronta ciò che hai fatto, per quanto ciò che hai fatto e la catena tragica di avvenimenti che hai innescato sia terribile. Vieni qui che non ti faccio niente, amore mio.
È sempre così: finché un film di Lynch non lo si è decodificato sembra tutto un’allucinazione; dopo aver compreso, ti pare tutto così ovvio e scontato che ti dai del cretino. Ma per comprendere dobbiamo appunto capire a chi si sta rivolgendo la vicina di casa; così, automaticamente, comprenderemo chi è la protagonista del film.










