Le fazioni del capitalismo imperiale sono a un passo dalla guerra civile? Da outsider, negli ultimi mesi Trump è riuscito a riconquistare il titolo di golden boy di numerose fazioni del grande capitale del centro imperiale, dai petrolieri agli hedge fund, passando per gli anarcocapitalisti selvaggi della Silicon Valley; vogliono che Trump (e la bimba di Peter Thiel e di Bob Mercer JD Vance, inspiegabilmente elevato a working class hero da un pezzo di mondo del dissenso completamente egemonizzato dall’alt right) imponga ai mega-fondi che, da 15 anni a questa parte, dettano la linea ai democratici (da Blackrock a Vanguard) un nuovo compromesso che ne ridimensioni lo strapotere fondato sulla gigantesca liquidità che tiene in piedi la bolla speculativa USA e ne restituisca una parte ai cari vecchi capitani di ventura che rappresentano lo spirito selvaggio del capitalismo del centro imperiale. Una partita fondamentale che potrebbe sfociare in una reingegnerizzazione complessiva del superimperialismo per com’è emerso 50 anni fa con l’abbandono del gold standard da parte dell’amministrazione Nixon e si è consolidato come via di fuga dalla crisi finanziaria del 2008. Ne vedremo delle belle; intanto, ne abbiamo parlato con un Alessandro Volpi più lucido e determinato che mai.










